Secondo il delegato della sindaca Virginia Raggi all'Accessibilità Universale, Andrea Venuto, il piano vaccini covid della Regione Lazio non rispetterebbe le disposizioni governative. Questo perché, a suo parere, le persone con disabilità non avranno la precedenza nella somministrazione delle dosi. "Mentre nelle raccomandazioni nazionali viene precisato che la prima categoria della seconda fase a ricevere il vaccino sarà quella delle persone estremamente vulnerabili, indipendentemente dall'età, la Regione Lazio ha disposto che parallelamente alle categorie vulnerabili, la programmazione regionale prevede l'arruolamento delle persone da sottoporre a vaccinazione secondo una priorità anagrafica, partendo dalle classi di età più avanzate. Tale impostazione comporterà inevitabilmente un ritardo nella somministrazione del vaccino alle persone con disabilità. Per questi soggetti, la vaccinazione è stata infatti programmata a partire dal mese di maggio fino a fine luglio compreso, in parallelo con le fasce di età che vanno dai 79 fino ai 65 anni", ha dichiarato Venuto.

La risposta della Regione Lazio

L'Unità di Crisi Covid della Regione Lazio ha risposto che le vaccinazioni rivolte alle persone vulnerabili sono già cominciate per quanto riguarda i dializzati e i trapiantati. Il piano di vaccinazione, inoltre, è "pienamente coerente" con le indicazioni nazionali. Tra l'altro, si ricorda, non ci sarà alcuna sovrapposizione con la vaccinazione per fasce d'età poiché le persone vulnerabili verranno protette con dosi Pfizer o Moderna e non con Astrazeneca, vaccino consegnato ai medici di famiglia per cominciare la somministrazione a partire dai 65enni. Tra l'altro nel piano pubblicato il 15 febbraio c'è scritto che "saranno altresì utilizzati da subito tutti i contesti di assistenza per intercettare e sottoporre a vaccinazione i soggetti aventi diritto indicati nell’allegato 3 della circolare del Ministero della Salute del 9 febbraio 2021’". Per l'assessore regionale Alessio D'Amato quelle del delegato della sindaca Raggi sono "bugie": "Le priorità nella campagna vaccinale sono state decise prima in Parlamento e poi da documenti ufficiali del Ministero della Salute che la Regione sta applicando sulle persone estremamente vulnerabili. Dire bugie e alimentare polemiche nei confronti del servizio sanitario regionale che sta facendo uno sforzo senza precedenti è ignobile". Secondo D'Amato la sindaca "è assente da un anno nella gestione della pandemia ed è vergognoso che voglia polemizzare su una tematica falsa e priva di fondamento. Non penserà di fare campagna elettorale strumentalizzando?".