Valigie rubate a una famiglia in vacanza: “C’erano i farmaci: mio figlio costretto a interrompere la terapia”
Dalla provincia di Como alla Calabria, per tornare qualche tempo a casa per l'estate e una breve sosta a Roma, per mostrare una delle città più belle del mondo ai bambini. Ma la pausa in breve tempo è diventata un incubo. "Ci hanno lasciati in mutande. Letteralmente. Hanno rubato otto valigie e ora non abbiamo più niente. Non hanno lasciato neanche i farmaci e un dispositivo medico che serviva a mio figlio per le terapie: è stato costretto a interromperle". A raccontare quanto accaduto a Fanpage.it è Giusi, che nei giorni scorsi ha subito il furto di tutti i suoi bagagli mentre stava raggiungendo la Calabria, da dove trent'anni fa si è trasferita per raggiungere il nord Italia.
"Stavamo in auto da ore. Alla guida c'era mio figlio, in auto con noi mia nuora, i bambini e la mia cagnolina. Avevamo tutti bisogno di sgranchirci un po', così abbiamo pensato di fare una sosta a Roma. Non ci aspettavamo una situazione del genere".
Cosa è successo: il furto a Roma davanti alla Guardia di Finanza
Una volta arrivati nella Capitale, la famiglia ha raggiunto il Colosseo. "Abbiamo parcheggiato non troppo distante, davanti alla Guardia di Finanza. Eravamo piuttosto tranquilli vista la posizione: c'erano telecamere ovunque che inquadravano l'automobile da ogni direzione – spiega – Non siamo degli sprovveduti: sono trenta anni che viaggio ogni anno per tornare a casa. Quel parcheggio ci aveva dato un senso di sicurezza", che, però, si è presto rivelato essere soltanto un'illusione. E, rientrati in auto, c'è stata l'amara scoperta.
"Siamo rimasti in città per tutta la mattina. Una volta tornati per rimetterci in viaggio, non ci siamo accorti di nulla. Mio figlio è entrato e ha acceso l'aria condizionata: faceva caldissimo. Ma è stato quando ci siamo accomodati anche noi che sedevamo dietro che ci siamo resi conto che c'era qualcosa che mancava – spiega – E a mancare era tutto. Ci hanno portato via otto bagagli carichi di cose, compresi gli zainetti dei bambini. Hanno lasciato soltanto una borsa frigo e la borsa della mia cagnolina: forse erano troppo schizzinosi per prendere anche quella", dice Giusi.
"In auto c'era anche una bottiglietta d'acqua fresca. E hanno portato via con loro pure quella – continua ad elencare – Ma a stupirci, in realtà, è stato che la macchina dall'esterno appariva come intatta".
La denuncia: "Chiave duplicata: sono entrati come se l'auto fosse la loro"
Non appena scoperto quanto accaduto, la famiglia è andata a sporgere denuncia. "Ci hanno detto che non è da escludere che abbiano intercettato la chiave elettronica, l'abbiano duplicata e poi utilizzata. In questo modo sono entrati in macchina come se fosse la loro, senza spaccare finestrini o forzare sportelli – spiega – Dopo il furto ho iniziato a fare tante supposizioni: che abbiano agito con quel furgone che avevamo visto prima? Che sia stato quello che stava urinando contro il muro? Ormai sono troppo arrabbiata per pensare razionalmente, credo", ammette.
Fra gli oggetti rubati anche un macchinario medico per le terapie
Dopo aver scoperto il furto si sono subito agitati. "Avevamo perso tutto: avevamo portato con noi i vestiti più belli per trascorrere le serate con i nostri cari, c'era anche qualche capo di marca. I bambini avevano un telefonino, senza sim, che usano per giocare nei loro zainetti. Avevano portato anche loro i giochi da utilizzare con i cuginetti. Senza contare ai regalini che, come ogni volta, avevamo portato per i parenti che ci aspettavano in Calabria", racconta.
"Ma anche due paia di occhiali da vista, i farmaci, psicofarmaci e un dispositivo medico che serve per fare fisioterapia. Qualcosa siamo riusciti a recuperare chiedendo al medico di base nuove ricette, altre medicine le abbiamo dovute ricomprare. La cosa peggiore è il dispositivo medico che serviva a mio figlio per fare fisioterapia: è stato costretto a interrompere le sue terapie perché non poteva farne a meno di quel macchinario".
L'arrivo in vacanza senza più niente
Dove è stato possibile, invece, hanno provato a trovare delle alternative. "Ci siamo fermati a comprare le cose più urgenti, come i deodoranti, a una stazione di servizio. Ma i vestiti sono rimasti sempre quelli. Una volta a casa ci hanno aiutato i nostri parenti. Avevamo dei regali per loro. E invece sono stati loro a fornirci tutto il necessario per permetterci di cambiarci", dice colma di gratitudine.
Quest'anno sarà più difficile godersi il tempo ai propri cari per Giusi e la sua famiglia. "Avevamo svuotato la nostra casa per partire. E ora non abbiamo più niente. Siamo una famiglia di lavoratori. Ora siamo arrabbiati, amareggiati, delusi e intristiti: ci hanno rovinato la vacanza".