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Vaccino Sputnik e guai giudiziari, la verità di Vaia: “Ho commesso errori, ma ho pagato mio debito”

Il direttore Vaia: “Nella mia vita ho commesso errori. Qui non voglio descrivere giustificazioni o spiegazioni, pur possibili e tante, ma voi dovete sapere che non mi sono stati concessi sconti ed ho pagato fino in fondo il mio debito”.
A cura di Enrico Tata
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La riconferma a direttore generale a 68 anni, proprio nell'ultimo giorno possibile, prima della fine dello stato di emergenza. E poi i rapporti con l'assessore D'Amato, che nel suo libro sulla malasanità lo chiamava ‘Franceschiello' e ora è uno dei suoi alleati più importanti. E ancora il contestato studio sul vaccino russo Sputnik, su cui la Regione Lazio puntava moltissimo. Nelle ultime settimane diverse ricostruzioni giornalistiche hanno messo in ombra alcuni aspetti dell'operato del direttore dell'Istituto Spallanzani, Francesco Vaia. Il diretto interessato ha pubblicato oggi un lungo post su Faceboook per spiegare il suo punto di vista. "Devo assolutamente dire qualcosa sulla “Spy story alla vaccinara “ nella quale ci vorrebbero coinvolgere e su alcune mie vicende personali", esordisce Vaia.

Il dirigente ribadisce, in merito alle ricerche sui vaccini, "l’assoluta trasparenza" nel lavoro "a cui la nostra comunità scientifica si è dedicata, con passione, grande professionalità e disinteresse per tutto ciò che non sia il progresso della scienza e la tutela della salute dei cittadini. Mai si sono violate le regole, mai si sono concessi dati sensibili a chicchessia, come da manifesto siglato da me, direttore sanitario e dall’allora direttore scientifico, il dottor Ippolito. E tutto si è sempre svolto alla luce del sole, anche con conferenze stampa e, quando necessarie e previste , con le autorizzazioni dovute, oltre alla previa condivisione delle autorità competenti, sempre informate, ed alle pubblicazioni".

Sulle sue vicende personali, il direttore Vaia non nega di aver sbagliato in passato: "Nella mia vita ho commesso errori. Qui non voglio descrivere giustificazioni o spiegazioni, pur possibili e tante, ma voi dovete sapere che non mi sono stati concessi sconti ed ho pagato fino in fondo il mio debito. E parliamo comunque di episodi datati nel tempo (alcuni di trenta anni fa ) ed ampiamente superati, anche con sentenze di proscioglimento. Si è cercato di ridicolizzare alcune mie scelte esistenziali e la possibilità , che si concede a tutti, di avere chances di riscatto. Son venuti fuori sentimenti abietti come livori, rancori, invidie, piccole vendette".

"La mia vita – continua Vaia nel post pubblicato su Facebook – è da tanto tempo sotto la lente di ingrandimento, da più di due anni sono in trincea e mediaticamente esposto, sono stato direttore generale di fatto (burocraticamente si dice f.f.facente funzioni ) per quasi quindici mesi e tutto era ed è chiaro e conosciuto da tutti, da tempo. Sono fatti noti che ciclicamente compaiono al bisogno del momento e che non hanno nessuna incidenza sulle procedure selettive, nazionali e regionali".

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