Dipinti antichi, sculture di marmo, affreschi distaccati da chiese, materiale archeologico. Opere d'arte della scuola di Mattia Preti, del Guercino, di Pasqualotto e una scultura ispirata ai ‘Prigioni' di Michelangelo. Questo è solo una parte del tesoro che si trova sotto la cupola di San Pietro: cinquanta casse ignifughe verdi sono conservate dentro il Vaticano, un tesoro di valoro inestimabile che conta diverse opere d'arte originali. Altre non lo sono, ma sono falsificate così bene da sembrare quasi identiche all'originale. La notizia è riportata da Il Messaggero: secondo quanto scritto sul quotidiano, le opere sarebbero state accumulate da don Michele Basso intorno agli anni duemila e poste in uno spazio lontano dagli sguardi dei curiosi, proprio sotto la cupola di San Pietro. Non è chiaro se le opere erano parte di collezioni, lasciti di istituti religiosi, regali o beni ecclesiastici mai catalogati. Sulla loro provenienza il Vaticano ha avviato lo scorso anno un'indagine interna per fare luce.

Il tesoro nascosto a San Pietro: avviata indagine interna

Sempre secondo quanto riportato da Il Messaggero, lo scorso anno Papa Francesco ha avviato un'ispezione interna sulla gestione della Fabbrica di San Pietro, conferendo l'incarico a un religioso di fiducia. "Io ho donato tutto alla Fabbrica di San Pietro. Ora non sono più il proprietario. Non ne so più niente", ha dichiarato don Michele Basso a Il Messaggero. E sulla loro accumulazione ha spiegato: "È come ritrovarsi con tante scarpe nell’armadio. Alcune sono state comprate e altre sono state regalate". Intanto quelle casse sono ancora lì, in attesa di risposte: e chissà che il Vaticano non decida prima o poi di farle vedere, così che tutti possano ammirare il tesoro di San Pietro.