Triplice omicidio a Prati (Roma)
18 Novembre 2022
13:32

Triplice omicidio a Prati, il portiere: “Ho visto il corpo pieno di sangue, la testa verso la porta”

Il portiere del palazzo adiacente quello delle vittime è entrato a portare dei pacchi. Nel salire le scale ha notato il cadavere di una delle due donne di nazionalità cinese uccise nella giornata di ieri.
A cura di Natascia Grbic
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Triplice omicidio a Prati (Roma)

Le hanno viste per la prima volte stese a terra, in una pozza di sangue. Le due inquiline dell'appartamento di via Riboty uccise nella mattinata di ieri, giovedì 17 novembre, non uscivano quasi mai di casa. Il portiere dello stabile in cui vivevano sostiene di non averle mai viste prima d'ora, e di non aver mai saputo che in quell'abitazione le due donne ricevevano i clienti. Anche il portiere del palazzo a fianco quello dell'omicidio ha dichiarato di non aver mai visto le due donne. Vedeva però i clienti che arrivavano sotto la loro finestra, telefonavano, ed entravano.

Le due donne, infatti, non avevano il citofono. Per vedere chi entrava, avevano montato una telecamera sul davanzale che puntava verso la strada. E proprio questa telecamera dovrebbe essere stata sequestrata dalla polizia: la speranza è che abbia ripreso l'uomo che è entrato nell'appartamento, uccidendo le due donne.

"La gente entrava e usciva, ma io non chiedo dove vai o cosa fai – spiega il portiere dello stabile – Loro due non le avevo mai viste e non sapevo che quella era una casa di appuntamenti. Quando ho trovato i corpi stavo scendendo le scale, e ho visto la prima donna per terra in una pozza di sangue. Ho chiamato subito il 112″.

Anche il portiere del palazzo di fianco a quello delle vittime sostiene di non averle mai viste. "Non uscivano mai, forse la sera. Sapevo che li abitavano due donne di nazionalità cinese, ma non le avevo mai viste. C'era però molto viavai di uomini. Non citofonavano, le due donne li vedevano tramite una telecamere su una tapparella, così capivano chi entrava. C'erano persone di tutti i tipi".

A differenza di Martha Torres Castaño, la 65enne colombiana uccisa in via Durazzo, le due donne non erano ben viste dai vicini, che si erano lamentati più volte dei tanti uomini che entravano nell'abitazione. "Ero andato a cercare il portiere del loro palazzo per portargli dei pacchi – spiega – Mi avevano detto che era in terrazzo con gli operai per la caldaia. Quando ho salito le scale ho visto una delle due donne a terra, completamente nuda, era piena di sangue. Non so se stava cercando di scappare perché la testa era rivolta verso la porta".

Due anni fa, dice il portiere, la polizia era già intervenuta in quel palazzo. Sembra però che fosse abitato da altre donne, forse sempre di nazionalità cinese.

Sul caso indaga la polizia. Sembra che il killer abbia telefonato ad almeno due delle tre vittime prima di entrare in casa. Al vaglio due ipotesi: la prima è che l'omicida sia lo stesso in tutti e tre i casi, la seconda è che a uccidere le due donne cinesi e la 65enne colombiana siano state persone differenti, con moventi diversi.

 
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