Tremila metri quadri in più per Galleria Borghese: investimento da 10 milioni di euro per il nuovo padiglione

Un ampliamento fino a tremila metri quadrati per la Galleria Borghese, tutto per ridurre le file e aumentare le opere in esposizione. È il progetto di rinnovamento del museo romano presentato ieri lunedì 18 maggio all'interno della stessa pinacoteca, durante una conferenza stampa coordinata dalla direttrice Francesca Cappelletti e dai vertici della società tecnica partner Proger S.p.A.: l'azienda di Pescara investirà nell’iniziativa oltre 875 mila euro. Nei prossimi giorni verrà pubblicato il bando internazionale contenente le linee guida per il nuovo padiglione immediatamente adiacente al Casino Nobile e del costo stimato tra i 9 e i 10 milioni di euro. L'obiettivo ora è quello di scegliere entro fine anno il progetto vincitore del concorso, che chiamerà studi di architettura da tutto il mondo.
L'ampliamento per evitare ingressi contingentati ed esporre nuove opere
Tra i presenti alla conferenza anche l’ex sindaco ed ex ministro ai Beni culturali Francesco Rutelli, a capo della sezione Art & Culture della Proger, l'amministratore delegato Marco Lombardi e la presidente dell’assemblea capitolina Svetlana Celli. Il padiglione dovrebbe essere contermine, cioè nelle immediate vicinanze del museo, ma non sono escluse soluzioni alternative integrate con Villa Borghese. Basta che rispettino i vincoli archeologici e paesaggistici, ricorda il Campidoglio in una memoria di giunta approvata lo scorso 5 maggio 2026 per "supportare, in via preliminare, l’iter amministrativo".
Il rinnovamento degli spazi della Galleria sarà in funzione di una maggiore "accessibilità del museo", ha spiegato Cappelletti, visto che allo stato attuale gli ingressi sono contingentati e le visite non possono superare le due ore. "Se provassimo oggi ad acquistare un biglietto, sarebbe impossibile trovarlo per il prossimo mese", ha affermato in conferenza. Ma il nuovo padiglione servirà anche a "esporre le opere che al momento non fanno parte della collezione in mostra" e che dunque si trovano nei depositi.
Come funzionerà il concorso in due fasi
A spiegare come funzionerà il concorso è l'ad di Proger, Marco Lombardi: "si articolerà in due fasi: una prima dedicata alle candidature spontanee degli studi di architettura, chiamati a presentare una proposta preliminare che anticipi visione e metodologia di intervento" e una seconda con "cinque finalisti invitati a sviluppare il progetto vero e proprio e a confrontarsi in forma anonima attraverso la piattaforma dell’Ordine degli Architetti di Roma, giudicati da giurati esperti", conclude. L'ex sindaco Rutelli ha citato invece l’esempio del Victoria and Albert Museum di Londra, che ha ampliato gli spazi lanciando la V&A East Storehouse, anche se in quel caso il nuovo stabile dista un’ora di macchina dalla sede principale.
Gli architetti saranno chiamati a progettare anche le aree interne del nuovo spazio, secondo le esigenze funzionali della galleria. Esigenze che sono state indicate direttamente dalla direzione: per il museo servirebbero "un auditorium, uno spazio di accoglienza per preparare le visite, un’area per il restauro e nuovi ambienti espositivi" ha detto Cappelletti. Ma la sola selezione del progetto non basterà a far scattare automaticamente l’avvio dei lavori: prima della messa a terra della prima pietra, sarà infatti necessario seguire le varie tappe di un iter che va dalle conferenze dei servizi, fino al progetto esecutivo e tutti i passaggi burocratici legati ai vincoli di tutela.