Travolse e uccise un 18enne, chiuse le indagini su Andrea Stroppa: andava al doppio della velocità consentita
La procura di Roma ha chiuso le indagini e si prospetta un rinvio a giudizio per Andrea Stroppa, l'uomo di fiducia di Elon Musk in Italia, indagato per omicidio stradale per aver investito e ucciso 18enne Mirco Garofano la sera del 31 gennaio 2026 su via Filippo Fiorentini in zona Collatino a Roma. Le ricostruzioni della pubblico ministero Rita Ceraso individuano per Stroppa una grave responsabilità: secondo quanto dimostrato da perizie tecniche, l'informatico andava a quasi cento chilometri orari, il doppio della velocità consentita su quella strada.
L'incidente in zona Collatino costato la vita a Mirco Garofano
Come riportato dal Corriere della Sera, Garofano stava attraversando la strada sulle strisce ma con il semaforo pedonale rosso, quando è arrivata a una velocità più alta del limite legale la Smart bianca di Stroppa, 33enne, azionista di SpaceX e considerato il rappresentante degli interessi dell'uomo più ricco del mondo nel nostro Paese. Poi l'impatto, molto violento secondo quanto ricostruito dai consulenti nominati dalla pm. Il 18enne, secondo questa dinamica, avrebbe dovuto aspettare che il segnale diventasse verde prima di passare, ma sulla posizione di Stroppa peserebbe la velocità. Inoltre, guidando non avrebbe tenuto conto della scarsa visibilità notturna e non avrebbe prestato attenzione e prudenza al semaforo, anche se verde per lui, come prescritto dal codice della strada. A chiamare i soccorsi quella sera del 31 gennaio è stato proprio Stroppa con una telefonata al 118 alle 21.44, appena un minuto dopo l'impatto.
La testimonianza: "Ho evitato il ragazzo per miracolo"
L'ipotesi che il ragazzo avesse attraversato con il rosso non ha mai convinto la famiglia Garofani e a febbraio il padre della vittima aveva dichiarato: "Mio figlio era prudente, avrà guardato prima di attraversare". A sostegno di quanto ricostruito dai pm e ancor prima dalla polizia locale, però, c'è anche la testimonianza oculare del manager della ristorazione Manuel Bocci, passato con la sua auto sulla stessa strada pochi istanti prima di Stroppa. Agli agenti del VI gruppo Torri, aveva dichiarato che il 18enne era spuntato dal nulla mentre loro avevano il semaforo verde e che lui era riuscito a evitarlo solo "per miracolo". Aveva anche aggiunto che la macchina del 33enne andava a una velocità poco superiore ai 50 chilometri orari.
La velocità estrapolata dal dispositivo gps dell'assicurazione
Proprio sulla velocità a cui andava la Smart si sono concentrate le indagini degli inquirenti. Il corpo di Garofano era stato trovato, infatti, a circa dieci metri più avanti del punto d'impatto. A chiarire il dubbio sono stati i dati estrapolati dal dispositivo di localizzazione satellitare dell'assicurazione di Stroppa, da cui è venuto fuori che l'informatico viaggiava a 94 chilometri orari al momento dell'impatto e che fino a pochi secondi prima andava anche più veloce fino a toccare i 97,9 chilometri orari. Il mezzo, inoltre, non era coperto dalla revisione, scaduta il mese prima, e aveva i vetri degli sportelli oscurati: un'altra violazione del codice della strada. Adesso si dovrà attendere una probabile richiesta di rinvio a giudizio.