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Torturano un ragazzo in un b&b, divieto di dimora a Roma per i cantanti Solø e Jenny Matai

Non possono dimorare a Roma Luigi Augusto Bellini, in arte Solø, e la sua fidanzata Xhensila Hoxha, in arte Jenny Matai. Prima sottoposti ai domiciliari, sono tornati in libertà. Sono accusati di tortura e lesioni nei confronti di un 23enne in un b&b di Trastevere.
Luigi Augusto Bellini, in arte Solø, e la sua compagna, Xhensila Hoxha, in arte Jenny Matai
Luigi Augusto Bellini, in arte Solø, e la sua compagna, Xhensila Hoxha, in arte Jenny Matai

Luigi Augusto Bellini, in arte Solø, e la sua fidanzata Xhensila Hoxha, in arte Jenny Matai, hanno ricevuto il divieto di dimora a Roma. Si tratta di una misura cautelare, che vieta a una persona di abitare o soggiornare nel Comune di Roma e di accedervi senza il permesso del giudice. Comporta l'obbligo di lasciare la città, il divieto di ritorno.

Il provvedimento è sottoposto a controlli da parte delle forze dell'ordine. I due cantanti sono stati arrestati a metà luglio, accusati di tortura e lesioni, per aver di aver torturato un ragazzo di ventitré anni in un b&b di vicolo del Bologna, in zona Trastevere. Come riporta Il Corriere della Sera, la coppia dunque deve lasciare la Capitale e tornare a Milano.

Dai domiciliari al divieto di dimora

A disporre la restrizione è il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Roma. I due cantanti sono finiti ai domiciliari lo scorso 17 luglio, il gip ha poi modificato il provvedimento, rimettendoli in libertà, ma imponendo l'allontanamento dalla Capitale. Nell'inchiesta ci sono tre giovani indagati, tra cui tre aspiranti cantanti partecipanti al concorso ‘Area Sanremo' 2025.

Torture e lesioni a un ragazzo

I fatti risalgono al 14 ottobre del 2025, secondo quanto ricostruito in sede d'indagine Bellini, difeso dall'avvocato Fabio Scudellari e Hoxha, difesa dall'dall’avvocato Andrea Fabrizi, insieme a un altro coetaneo avrebbero attirato un conoscente in un B&b con una scusa, per poi sequestrarlo chiudendolo a chiave in una stanza e torturarlo per circa due ore, provocandogli lesioni.

Il movente ipotizzato riguarderebbe un presunto approccio della vittima nei confronti di Hoxha. Gli avrebbero inoltre versato della birra addosso, costringendolo poi a pulire il pavimento della stanza, sottratto telefonino e rubato 15 euro. Il ventitrenne, curato al Policlinico Agostino Gemelli, ha ricevuto una prognosi di 30 giorni e gli hanno diagnosticato la frattura dell'orbita sinistra. Dopo aver ricevuto le cure del caso ha denunciato i presunti reponsabili e sono partite le indagini.

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