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21 Aprile 2022
17:16

Termovalorizzatore a Roma, Di Cola (Cgil): “Da Gualtieri bugie: per i romani la Tari aumenterà”

Natale Di Cola, segretario della Cgil di Roma e del Lazio, spiega a Fanpage.it perché la scelta dell’inceneritore “è vecchia e sbagliata”.
A cura di Enrico Tata
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Per la Cgil di Roma e del Lazio la scelta del sindaco Gualtieri di puntare su un termovalorizzatore "è sbagliata e vecchia". La vera sfida, ha dichiarato il segretario Natale Di Cola a Fanpage.it erano le tre R, cioè riduzione, riciclo e riutilizzo. Ma per farlo occorrevano, spiega Di Cola, 150 milioni di investimenti, un piano industriale per Ama e una impiantistica realmente all'avanguardia.

Di Cola: "Perché è sbagliato puntare sull'inceneritore"

L'amministrazione capitolina, ha dichiarato Di Cola, "punta tutto sull'incenerimento. Invece di puntare sulla riduzione dei rifiuti, sul riciclo (e quindi non soltanto sulla percentuale di raccolta differenziata, ma sul riutilizzo e sul riciclo di questi rifiuti differenziati), si preferisce insistere sull'inceneritore, una soluzione sbagliata tanto quanto le discariche". Per il segretario della Cgil romana "si tratta di una tipologia di impianti su cui l'Europa non investe più, che costa 700 milioni di euro e che non avrà finanziamenti, perché sono giudicati impianti impattanti. Oltre all'impatto ambientale, infatti, c'è il problema della produzione di anidride carbonica, quindi ‘climalterante' e per questo l'Europa non concede finanziamenti. Inoltre, potrebbero essere introdotte tasse sull'incenerimento proprio per la quantità di Co2 che questi impianti immettono nell'aria".

Per Di Cola il sindaco Gualtieri sta puntando su tecnologie del passato: "Invece di riciclare e riutilizzare le materie prime, esse vengono bruciate. Lo si fa mentre tutto il mondo dell'innovazione sta progettando nuovi impianti che hanno l'obiettivo di estrarre il maggior numero di materie prime seconde con l'obiettivo di recuperarle e immetterle nuovamente nel settore produttivo ed economico. Si sceglie invece una strada vecchia, sbagliata, del secolo scorso. Mentre il mondo si interroga sui nuovi impianti, su come ridurre le emissioni e su come riciclare le materie prime, noi puntiamo fuori tempo massimo su strutture che guardano al passato".

"Per raggiungere il 65 per cento di differenziata, servirebbero 1500 nuovi assunti"

Il sindaco Gualtieri ha annunciato che uno degli obbiettivi è quello di arrivare al 65 per cento di raccolta differenziata. Ma per farlo, spiega Di Cola, "servono almeno 1500 assunzioni in Ama nei prossimi due anni e un investimento di 150 milioni di euro in uomini, donne, infrastrutture e mezzi. Ma di questo ieri non c'è stata alcuna traccia. Allo stato attuale stiamo parlando di annunci, come quelli di Virginia Raggi. Ama, inoltre, non ha ancora un piano industriale e manca tutta l'infrastruttura organizzativa che rende oggi il servizio scadente, come le sedi di zona, il ricovero dei mezzi, e una riorganizzazione di tutti i servizi, che è stata annunciata ma che dopo tre mesi non è stata neanche avviata".

"Non è vero che la Tari diminuirà"

Il nuovo termovalorizzatore determinerà una diminuzione della Tari, ha annunciato Gualtieri. Ma questo, secondo la Cgil, non è vero né nel breve periodo né nei prossimi anni: "La tassa sui rifiuti rischia di aumentare, non di diminuire: l'azienda sta sopportando costi enormi per smaltire i rifiuti, c'è un aumento delle materie prime e quindi è certo che nei prossimi anni aumenterà, non diminuirà. Ma non si abbasserà neanche con il termovalorizzatore, perché parliamo di investimenti fatti da privati che dovranno rientrare dei soldi spesi e poi parliamo di tecnologie che potrebbero essere tassate per l'impatto che hanno. Quando si dice che questo impianto potrebbe abbattere la Tari, purtroppo non si dice la verità".

Inoltre, dal punto di vista dell'occupazione, secondo Di Cola il nuovo inceneritore "produrrà pochissimi posti di lavoro. Puntare sulla differenziata e sul riciclo, invece, significa anche investire nella creazione di moltissime opportunità lavorative. Infine faccio una provocazione: si citano tanti altri esempi in Europa sui termovalorizzatori. Ma se è così facile e neutro e se non ha alcun impatto la sua realizzazione, perché non si fa al centro, ma all'estrema periferia della città?".

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