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20 Aprile 2022
15:33

Il sindaco Gualtieri spiega perché e quando verrà costruito il nuovo termovalorizzatore a Roma

Il sindaco Gualtieri ha annunciato che a Roma verrà costruito un grande termovalorizzatori per lo smaltimento dei rifiuti e la conversione in energia elettrica. Sfumata l’ipotesi di una discarica.
A cura di Enrico Tata
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La notizia di oggi è questa: a Roma, ha annunciato il sindaco Gualtieri, non verrà costruita una discarica, ma un grande termovalorizzatore. Si tratta, in pratica, di un inceneritore che brucia i rifiuti e converte il calore generato in energia elettrica oppure in gas, con un impianto di gassificazione associato.

Perché serve il termovalorizzatore, secondo Gualtieri

Perché Roma ha bisogno di un termovalorizzatore, secondo Gualtieri? Il punto di partenza è l"insufficienza e precarietà della dotazione impiantistica e degli sbocchi" dei rifiuti. Questo espone la capitale a un periodico rischio di blocco della raccolta e accumulo di rifiuti nelle strade. Insomma, una emergenza cronica "pronta a deflagrare ogniqualvolta uno dei suoi fragili sbocchi entri in difficoltà".

Roma non ha un'adeguata ed autonoma dotazione impiantistica e difatti chiude il ciclo dei rifiuti sul proprio territorio e con propri impianti soltanto per il 2 per cento dell'immondizia prodotta. "Si tratta di una percentuale irrisoria, che non trova eguali in nessuna grande captale e città italiana, una percentuale lontanissima dagli standard delle altre grandi città europee". Impianti di terzi, inoltre, trattano per il 96 per cento la quota differenziata dei rifiuti e per l'85 per cento quella indifferenziata.

Perché un termovalorizzatore e non una discarica a Roma

Roma invia in discarica ogni anno 450mila tonnellate di rifiuti indifferenziati e di scarti della quota differenziata, cioè il 30 per cento dei rifiuti prodotti, molto al di sotto della media nazionale. Ogni giorno Roma manda in discarica 1.200 tonnellate di rifiuti e questo, spiega Gualtieri, dipende sia dal basso livello di raccolta differenziata che dalla tipologia di impianti. L'obiettivo è quello di portare la differenziata al 65 per cento, ma anche in quel caso, con il modello attuale, verrebbero mandate in discarica ogni giorno circa 1000 tonellate di rifiuti, circa 350mila tonnellate all'anno (contro le 450mila attuali). La conclusione è che al ritmo attuale e con il modello attuale, anche una enorme discarica da 1 milione di tonnellate, "fortemente impattante in termini di consumo di suolo e di impatto sul territorio", durerebbe meno di due anni e mezzo. Poi occorrerebbe realizzarne un'altra e poi un'altra ancora. Con la differenziata al 65 per cento gli anni diventerebbero circa 3. Inoltre, spiega ancora il sindaco, "il conferimento in discarica richiede il passaggio in un Tmb, che a sua volta – come sanno molto bene i cittadini di Rocca Cencia o quelli del salario – è un tipo di impianto fortemente impattante oltre che esso stesso altamente inquinante in termini di emissioni di CO2".

Cosa serve per chiudere il ciclo dei rifiuti nel territorio di Roma

Per uscire da questo circolo vizioso, innanzitutto verranno promosse "azioni per ridurre la produzione di rifiuti, incoraggiando il riuso e il riciclo dei materiali. Nel nostro piano è prevista una riduzione costante dei rifiuti prodotti che passi dalle circa 1,7 milioni di tonnellate del periodo prepandemia alle 1580 nel 2026, per scendere poi ancora al di sotto negli anni successivi". In secondo luogo la differenziata dovrà raggiungere, come anticipato, il 65 per cento, e dovranno essere realizzati impianti per il riciclo. In questo senso verranno costruiti 30 centri di raccolta e due impianti per trattare carta e plastica. Inoltre, "abbiamo dato mandato ad Ama a presentare progetti per partecipare a bandi PNRR per due impianti di biodigestione anaerobica finalizzati al trattamento della frazione organica. Si tratta di impianti che producono compost e biogas".

A cosa serve il termovalorizzatore

Il passo più importante, però, sarà quello di costruire impianti che possano trattare i rifiuti indifferenziati e gli scarti della raccolta differenziata. Per questo verrà costruito un grande termovalorizzatori: "Dopo un’attenta e approfondita valutazione degli sviluppi tecnologici più avanzati disponibili e un loro esame non solo in termini di costi ma anche di emissioni e di consumo di suolo, abbiamo deciso di dotarci di un nuovo impianto per la valorizzazione energetica dei rifiuti, che produca calore ed energia e che ci consenta di raggiungere l’obiettivo ambizioso ma possibile di zero discariche. Un termovalorizzatore a controllo pubblico da attuare con le migliori tecnologie disponibili"

Questa scelta è ancora più giusta, secondo Gualtieri, dopo che a causa della guerra in Ucraina "si è aggiunta anche la necessità di ridurre la dipendenza energetica dell’Italia e di contribuire alla riduzione dei costi dell’energia ormai divenuti insostenibili per le famiglie e per le imprese". Il nuovo termovalorizzatore tratterà 600mila tonnellate di rifiuti e permetterà di chiudere il TMB di Rocca Cencia. Permetterà inoltre di abbattere del 90 per cento l'attuale fabbisogno di discariche. Non sarà più necessaria, infatti, una maxi discarica, ma una di dimensioni ridotte che "per il tipo di materiale conferito, ceneri inerti, avrà un impatto ambientale sostanzialmente nullo (ricordo poi che le ceneri pesanti sono recuperabili fino al 90% e quelle leggere si riducono al 4/5% della massa iniziale)".

Il nuovo impianto si avvarrà di "tecnologie di nuovissima generazione che consentono un pieno abbattimento delle emissioni, con risultati persino migliori dell’ormai celeberrimo impianto di Copenaghen, che costituisce meta per gli sciatori e i turisti di tutta Europa". Il termovalorizzatore, infine, servirà a produrre il fabbisogno di energia elettrica di 150mila famiglie l'anno e di risparmiare il gas utilizzato da 60mila famiglie l'anno. L'autonomia e la chiusura del ciclo dei rifiuti, inoltre, servirà a ridurre la Tari di almeno il 20 per cento. Nelle intenzioni del sindaco il termovalorizzatore dovrà essere completato entro il Giubileo del 2025.

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