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24 Gennaio 2022
10:22

Stupro Capodanno, figlia De Mita: “Droga? Mio nipote non è del Tufello”. Ma il quartiere si ribella

La figlia di Ciriaco De Mita ha dichiarato in un’intervista a la Repubblica che il nipote, testimone dello stupro avvenuto a Capodanno 2021, non è ‘cresciuto al Tufello’. Le sue parole sono state dette in relazione alla droga circolata alla festa, di cui il ragazzo ha detto di aver fatto uso.
A cura di Natascia Grbic
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È polemica per le parole pronunciate da Antonia De Mita, la figlia dell'ex premier Ciriaco De Mita e zia di S. C., tra i partecipanti della festa di Capodanno a Primavalle dove è avvenuto uno stupro di gruppo ai danni di una minore. Intervistata da la Repubblica, in merito a quanto accaduto e alla droga, la donna ha dichiarato che il nipote "non è cresciuto al Tufello. È un ragazzo molto intelligente. Siamo una famiglia all’antica, di quelle che si riunisce a tavola con il nonno. Non ho mai pensato che si drogasse. Il problema è che lui è il nipote di Ciriaco De Mita, per questo ha avuto tutta questa eco".

Parole che hanno suscitato l'indignazione del presidente del III Municipio, Paolo Emilio Marchionne, che ha dichiarato: "Quanti di voi, cresciuti al Tufello, hanno mai partecipato a una festa da cui scaturiscono indagini per violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo aggravata? Nell’intervista di oggi su la Repubblica la zia di uno dei partecipanti, Antonia De Mita, figlia di Ciriaco, per tratteggiare le buone referenze del nipote sostiene che non sia ‘cresciuto al Tufello'. Se le cose stanno così, temo che sia cresciuto a stereotipi e perbenismo della peggior specie. E allora poco importa dove cresci. Antonia De Mita ti devi scusare".

I fatti risalgono al 31 dicembre del 2021. I ragazzi si erano riuniti in una villetta a Primavalle per festeggiare il Capodanno. Una festa piena di alcol ma soprattutto di droga e psicofarmaci: cocaina, Rivotril, Xanax quelle che andavano per la maggiore. Una minore è stata violentata per ore in bagno da tre ragazzi senza che nessuno facesse nulla per aiutarla, dopodiché è stata anche insultata e umiliata. Il giorno dopo lo stupro è andata in ospedale, dove le sono state riscontrate lesioni compatibili con la violenza subita. Poi, la denuncia ai carabinieri e le indagini che hanno portato all'arresto dei tre ragazzi tredici mesi dopo l'aggressione.

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