"Eravamo sulla spiaggia, stavamo camminando. Mi hanno offerto del vino bianco, io l'ho rifiutato. Sembrava tutto tranquillo, ridevo e scherzavo con tutti e due. Non appena siamo rimasti soli ero in trappola, senza dire nulla e come se fossero già d'accordo, mi hanno aggredito: . Ero spaventata e sconvolta, volevo solo che finissero". È il racconto della ragazza di 19 anni, residente a Roma, violentata la notte di Ferragosto su una spiaggia del Circeo. Dopo tre giorni ha raccontato tutto ai poliziotti del commissariato di San Basilio e la procura ha aperto un'indagine. Il sostituto Martina Taglione ha iscritto due persone sul registro degli indagati: si tratta di due ragazzi di 24 anni residenti anche loro a Roma. Per gli inquirenti si tratta di uno stupro premeditato, studiato nei minimi particolari.

Le indagini sullo stupro al Circeo

Stando a quanto ricostruito, la violenza è avvenuta dopo un falò di Ferragosto. Alcuni ragazzi avevano deciso di fare una passeggiata e al gruppetto si erano subito accodati i due 24enni.Le hanno chiesto di bere del vino bianco, poi l'avrebbero isolata e violentata. Nel fascicolo aperto dai pm sono stati inseriti anche i referti medici: la ragazza, infatti, è andata al pronto soccorso quella notte, ma ai medici non ha raccontato quanto accaduto. Ha detto soltanto di avere dei dolori pelvici. Rientrata a Roma ha effettuato una seconda visita al Policlinico Casilino. Per completare le indagini, gli inquirenti hanno disposto ulteriori accertamenti sul luogo della violenza, con gli agenti della squadra Mobile che dovranno reperire nuovi indizi sulla spiaggia, qualora ve ne fossero. Anche l'amica del cuore della vittima è stata ascoltata negli scorsi giorni dagli investigatori per tentare di ricostruire la serata nei minimi dettagli. Un particolare: la festa sulla spiaggia, di fatto, era vietata a causa delle norme anti-covid. Tutti i falò sulla spiaggia, infatti, erano vietati per evitare assembramenti.