"Cittadini, dobbiamo risorgere. Sutri, benedetta dal cielo, è una città sana. Una città santa. Non si deve cedere alle paure". Inizia così il manifesto diffuso in questi giorni dal critico d'arte, parlamentare e sindaco di Sutri, Vittorio Sgarbi, che negli scorsi giorni ha vietato di indossare le mascherine "senza necessità", ricorrendo anche a multe nei confronti dei trasgressori che non rispettano l'ordinanza. Una decisione che ha suscitato diverse controversie e polemiche, portando anche a uno scontro verbale con l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato.

Noncurante delle critiche e di chi prova a fargli notare come la sua idea sia potenzialmente dannosa, Sgarbi resta irremovibile sulla propria posizione contro l'utilizzo delle mascherine protettive e le disposizioni del governo nella lotta contro la Covid-19. Nonostante abbia negato che parteciperà alla manifestazione negazionista del virus che si svolgerà a Roma il 5 settembre, contrariamente a quanto dichiarato da Forza Nuova che dava per certa la sua presenza, Sgarbi da mesi descrive come inutili e liberticide le norme per ridurre il contagio.

Il primo cittadino, con una comunicazione decisamente sopra le righe parla di un "editto"  che "non vuole punire gli impauriti, ma rincuorlarli", prosegue il manifesto. "Come i medici migliori ci hanno sempre insegnato, bisogna respirare aria libera, all'aperto", sottolinea Sgarbi, che vuole cittadini "che lavorano, non sudditi che chinano il capo e nascondono il volto". E conclude al grido di "liberi, non umiliati", rassicurando i cittadini di Sutri: "Dio è con noi".