Le scuole a Roma e nel Lazio potrebbero tornare in presenza al 100 percento. Con il passaggio della Regione da zona arancione a gialla, previsto per lunedì 26 aprile, tutti ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado rientrerebbero in classe. Ma i presidi esprimono già diverse preoccupazioni. "Non sarà sicuramente possibile un ritorno in presenza al 100 percento – dichiara Mario Rusconi, presidente dell'Associazione nazionale presidi del Lazio – è molto probabile che venga data la possibilità ad ogni scuola la scelta di rimanere al 50 o al 75 percento". Il distanziamento è uno degli elementi che ostacolano un rientro in totale sicurezza. "Non ci sono spazi tali da poter permettere agli studenti di mantenere la distanza di almeno un metro gli uni da gli altri – spiega il presidente dell'Anpi – ogni scuola dovrà avere la possibilità di scegliere in base alla capienza delle proprie aule". Ma il problema non riguarda solo la mancanza di spazi adeguati. Le classi sono affollate. Per ogni aula sono presenti dai 25 ai 30 studenti. "Abbiamo più volte chiesto che ci sia una modifica normativa sul numero di alunni per sezione. Se ci fossero gruppi di massimo 22 alunni sarebbe molto più semplice rispettare le misure anti-contagio. Ma per fare questo ci vuole una forte volontà politica che non vediamo".

"Troppi assembramenti sui mezzi e in prossimità delle fermate"

Un altro nodo da sciogliere riguarda quello dei trasporti pubblici, la cui capienza massima consentita rimane al 50 percento. Per questo il Governo ha previsto un potenziamento dei mezzi, stanziando 390 milioni di euro e attivando pulmini privati come ulteriore supporto. Ma tutto questo sembra non bastare. "I ragazzi ci hanno mandato le immagini scattate alle fermate principali di metro e bus e all'interno dei vagoni di treni e tram. Ci sono assembramenti ovunque – sottolinea Rusconi –  Gli alunni rischiano di contagiarsi prima ancora di entrare in classe".  I presidi chiedono "un maggiore controllo da parte delle forze dell'ordine in questi luoghi particolarmente a rischio". Ancora troppi i dubbi che rischiano di ostacolare un ritorno in presenza in sicurezza, soprattutto dopo il boom di casi positivi che si sono verificati nelle scuole dopo Pasqua. "Il blocco delle vaccinazioni per i docenti e tutto il personale scolastico è stata una misura disfunzionale. Ogni giorno c'è il rischio che gli insegnanti vengano infettati e che propaghino il virus tra i ragazzi".