Il Lazio potrebbe tornare in zona gialla. Oggi il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha annunciato al termine della Cabina di Regia convocata per discutere sul calendario delle riaperture, che da lunedì 26 aprile le regioni potranno essere nuovamente inserite in zona gialla. La Regione della Capitale ha attualmente dati da zona gialla, anche se il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva preoccupa ed è tuttora sopra la soglia critica. Limitare le restrizioni, quindi, potrebbe provocare un nuovo aumento dei contagi e dei ricoveri. Il Lazio, comunque, resterà in zona arancione per tutta la prossima settimana.

Covid Lazio, i dati sono da zona gialla

Nel Lazio l'indice Rt è in calo rispetto alla scorsa settimana e si attesta attualmente a 0.79. Ricordiamo che con un indice Rt compreso tra 1 e 1.25 scatta automaticamente la zona arancione e sopra l'1.25 scatta la zona rossa. Anche il tasso di incidenza dei casi ogni 100mila cittadini in sette giorni è ampiamente sotto alla soglia di 250 casi (attualmente è circa 180), raggiunta la quale le regioni passano automaticamente in zona rossa. Anche la classificazione complessiva del rischio del Lazio è ‘moderata'. Tutti questi dati consentirebbero alla Regione amministrata da Nicola Zingaretti di passare in zona gialla. Ricordiamo che il governo, prima delle decisioni assunte oggi, aveva sospeso le aree gialle fino al prossimo 30 aprile.

Minori restrizioni potrebbero far impennare di nuovo i contagi

L'unico dato che continua a preoccupare il Lazio è quello dei ricoveri ospedalieri e soprattutto quello dei ricoveri nei reparti in terapia intensiva. Il tasso di occupazione dei posti letto per i pazienti più gravi, infatti, è tuttora sopra la soglia critica: la quota di sicurezza è fissata al 30 per cento, la media italiana è al 39 per cento (con la Lombardia al 56 per cento) e il Lazio è attualmente al 41 per cento con circa 390 pazienti ricoverati.

Meno restrizioni, quindi, potrebbero provocare un nuovo aumento dei contagi. È vero anche, tuttavia, che lo scorso dicembre, durante il picco della seconda ondata, il Lazio si trovava in zona gialla con lo stesso numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva. D'altra parte, però, le varianti del coronavirus (quella inglese e quella brasiliana) sono più contagiose e le limitazioni della zona gialla potrebbero non bastare a contenere la diffusione del virus.

Cosa cambia dalla zona arancione alla zona gialla

Rispetto alla zona arancione, le regole della zona gialla prevedono la possibilità di liberi spostamenti all'interno del territorio regionale (in zona arancione erano consentiti soltanto all'interno del proprio comune) e la possibilità per bar e ristoranti di effettuare il servizio al tavolo a pranzo e a colazione. È possibile, però, che in futuro le zone gialle prevedano anche la possibilità di nuove aperture, come piscine e palestre.