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Sbranato dai rottweiler a Manziana, la difesa di Pintus ricorre in Appello: “Evento imprevedibile”

La morte di Paolo Pasqualini, sbranato dai rottweiler nel bosco di Manziana, sarebbe da attribuire per la difesa, a una “tragica fatalità”, a un “evento imprevisto e imprevedibile”. L’avvocato di Patrizio Pintus, Giancarlo Ascanio, ha depositato il ricorso in Appello alla sentenza di primo grado.
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Una ricostruzione dei fatti basata su prove travisate, ignorate o lette in modo illogico. Nessuna certezza sul perché i rottweiler siano usciti dalla proprietà né sul fatto che Pintus potesse prevedere o impedire che ciò accadesse. Sono alcuni dei punti sui quali si fonda il ricorso in Appello presentato dalla difesa di Patrizio Pintus, rappresentata dall'avvocato Giancarlo Ascanio. La richiesta è di assoluzione, per "non aver commesso il fatto" o in subordine, "perché a determinare il fatto è stato un evento non prevedibile". Il legale, preso atto delle motivazioni della sentenza di primo grado depositate a maggio, ha consegnato il documento, che Fanpage.it ha letto.

"Non voglio entrare nel merito dell'Appello proposto dalle parti civili, rientra ovviamente nelle loro facoltà ed è giusto che se ritengono che vi siano stati errori sul punto, utilizzino gli strumenti processuali disponibili per criticarli" ha dichiarato a Fanpage.it l'avvocato Ascanio. "Ammetto di essere stato sorpreso dell'impugnazione della Procura, tenendo presente che anch'essa è stata proposta (e non poteva essere altrimenti) solo con riguardo al risarcimento del danno, sebbene il giudice in primo grado ha accolto le richieste formulate dal pubblico ministero in sede di discussione. Per quanto riguarda la posizione dei miei assistiti, Giovanna Minnelli ha deciso di non proporre Appello, anche per chiudere il cerchio giudiziario di questa vicenda, sperando anche che questo gesto possa essere interpretato positivamente dai familiari della vittima. Diverso è il discorso per Pintus che, pur tuttora sconvolto per quanto verificatosi, continua a rivendicare la propria estraneità ai fatti, come peraltro è emerso chiaramente dagli atti del giudizio".

Per la difesa la sentenza ha ignorato elementi decisivi della vicenda e ha attribuito all'imputato una responsabilità "oltre ogni ragionevole dubbio", senza che quel dubbio fosse davvero rimosso. Patrizio Pintus è già stato condannato in primo grado assieme alla ex moglie Giovanna Minelli per omicidio colposo in concorso per omessa custodia. Sono a processo per la morte del trentanovenne Paolo Pasqualini, sbranato dai loro cani nel bosco Macchina Grande di Manziana alle porte di Roma l'11 febbraio del 2024.

"Un evento imprevisto e imprevedibile, tragica fatalità"

Il giardino della villa da cui sono scappati i tre rottweiler a Manziana
Il giardino della villa da cui sono scappati i tre rottweiler a Manziana

L'avvocato Giancarlo Ascanio ha presentato ricorso in Appello solo per Pintus. Il primo aspetto riguarda la presunta inadeguatezza della recinzione e del cancello della villa di Manziana, che il giudice dell'udienza preliminare ha individuato come causa principale della fuga dei cani dal giardino. Ma per la difesa questa ricostruzione è "frutto di una estensione interpretativa illogica" e in contrasto con gli atti. Né i carabinieri né il consulente tecnico della difesa nella perizia fatta avrebbero individuato cedimenti strutturali compatibili con un deterioramento della rete. Lo stesso consulente tecnico, conferma che la recinzione era integra e che il cancello, pur malandato, non avrebbe consentito il passaggio di cani.

Il secondo punto riguarda il fatto che Pintus avrebbe scelto di affidare i rottweiler alla ex, ritenuta dal giudice una persona non idonea alla loro gestione. Minelli, spiega l'avvocato Ascanio nel ricorso, è comproprietaria di fatto ed era abituata a gestirli quotidianamente. Inoltre non esiste alcuna norma che imponga una formazione specifica a chi detiene cani di questa razza. Per la difesa inoltre la sentenza di primo grado avrebbe completamente ignorato il fatto che il varco nella rete sarebbe stato creato probabilmente da un animale selvatico e non da un cedimento. Un evento dunque "imprevisto e imprevedibile", una tragica fatalità, non direttamente riconducibile alla responsabilità dei proprietari.

Patrizio Pintus e Giovanna Minelli condannati in primo grado

Patrizio Pintus e Giovanna Minelli sono a processo con giudizio abbreviato. Pintus l'11 febbraio scorso è stato a un anno di reclusione, con la pena sospesa a condizione che paghi la provvisionale stabilita dal giudice entro un anno dal passaggio in giudicato della sentenza. Pintus e Minelli sono stati condannati al pagamento della provvisionale di 50mila euro e delle spese di costiutuzione e difesa di parte civile.

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