Esplode un deposito di armi a Colleferro: l’incendio in corso e il boato allo stabilimento ex Simmel Difesa
Aggiornamento: l'incendio è stato spento, non ci sono vittime né feriti.
Un incendio è scoppiato a Colleferro dopo un'esplosione alla ex Simmel Difesa in via Ariana al km 5,2. L‘azienda produce munizioni di medio e grosso calibro, ed è attualmente di proprietà della Knds Ammo Italy. Il boato, avvertito anche a chilometri di distanza, ha allarmato i residenti, che in un primo momento hanno pensato a un tuono. Quando si sono resi conto che si era trattato di un'esplosione, la tensione è salita alle stelle. L'esplosione sarebbe avvenuta nel reparto di pressatura polveri.
Il boato, l'esplosione e l'incendio all'ex Simmel Difesa di Colleferro
Secondo quanto appreso da Fanpage.it, al momento dell'esplosione non c'erano persone presenti nell'edificio: si tratta però di un'informazione data da un lavoratore, che deve essere ancora verificata, e il condizionale è d'obbligo, soprattutto data la gravità della situazione e l'estensione del rogo. Secondo le prime informazioni, l'esplosione è avvenuto nel reparto di pressatura polveri. La dinamica dell'incidente è ancora da chiarire: non si sa per quale motivo abbia preso fuoco e se in quel momento ci fossero persone nel luogo dello scoppio.
Il sindaco Calamita a Fanpage.it: "Indagini in corso"
"L’incendio è stato completamente spento – ha dichiarato a Fanpage.it il sindaco di Colleferro, Giulio Calamita -. Non ci sono né feriti né vittime, anche perché l’impianto era fermo e chiuso per il periodo di Ferragosto. C’erano pochi addetti presenti, tutti censiti, e fin dai primi momenti siamo stati tranquillizzati sulle loro condizioni. Sono comunque fasi molto delicate, perché all’inizio non si sa mai come possa evolvere la situazione. I vigili del fuoco sono arrivati in gran numero, insieme alle nostre squadre di Protezione civile e alle forze dell’ordine, e l’incendio è stato spento abbastanza rapidamente. Adesso sono in corso le indagini ambientali dell’Arpa per la qualità dell'aria e quelle della procura, per cercare di capire che cosa sia successo. Soprattutto resta da chiarire come sia stato possibile che si verificasse un episodio del genere, visto che l’impianto era fermo".
Le operazioni di soccorso per sedare le fiamme
Sul posto carabinieri e vigili del fuoco, con le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza che hanno avuto un po' di difficoltà a iniziare. Si tratta infatti di uno scenario molto delicato, in cui i soccorritori devono muoversi con cautela: non era escluso, infatti, che ci potessero essere altre esplosioni dato il materiale pericoloso presente nell'azienda.
Il sindaco di Colleferro: "Mantenere la calma"
"Siamo presenti sin dai primi attimi successivi alla forte esplosione avvenuta presso KNDS – ha dichiarato il sindaco di Colleferro, Giulio Calamita -. Al momento la situazione è sotto controllo e sono in corso le operazioni condotte dai Vigili del Fuoco, con il supporto di tutte le Forze dell’Ordine del territorio e della Protezione Civile. Lo spavento è tanto, ma in questo momento è fondamentale mantenere la calma e, soprattutto, evitare di diffondere notizie non veritiere, come quelle relative all’incidente del 2007 che stanno nuovamente circolando. Vi aggiorneremo quanto prima con informazioni verificate".
Rabbia dei residenti per la presenza dell'azienda
"Il boato impressionante è stato sentito a Colleferro e comuni limitrofi ed è arrivato a far tremare abitazioni e infissi – scrive un residente -. In molti ci siamo affacciati chiedendoci i motivi del boato. Prego e spero non ci siano vittime. Dall'immagine si vedono oggetti esplosivi in caduta dopo lo scoppio". "Se le prime indiscrezioni venissero confermate, a Colleferro potremmo aver sfiorato la tragedia per puro caso: sembrerebbe infatti che nel deposito coinvolto dall'esplosione non ci fosse personale al momento del boato – dice una residente -. Ma anche se così fosse, la sostanza non cambierebbe di una virgola. La presunta fortuna di oggi non cancella il pericolo strutturale: ciò che per puro caso potrebbe non essere accaduto oggi, rischia di trasformarsi in una tragedia immane domani, specialmente con il progetto dei nuovi capannoni di nitrogelatina ad Anagni. La nostra sicurezza non può essere affidata alla speranza che un magazzino sia vuoto!".
La tragedia del 2007 e l'esplosione nel 2017
Quanto avvenuto oggi non è il primo episodio di questo tipo. Già nel 2007 un’esplosione costò la vita a un operaio e provocò numerosi feriti, mentre nel 2017 un’altra deflagrazione, avvenuta all’interno di una cella blindata, non causò conseguenze alle persone. Nel 2007 a morire fu l’operaio Roberto Pignalberi, di appena 35 anni: lo scoppio si verifico durante la lavorazione con una miscela a base di potassio altamente infiammabile.