Sapienza, studenti assediano rettorato con lancio di vernice e petardi: “Rompere accordi con Israele”

Alla Sapienza il corteo degli studenti con lancio di vernice sul muro del rettorato e petardi. I collettivi chiedono al loro ateneo di chiudere ogni accordo stretto con Israele.
A cura di Enrico Tata
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Petardi, striscioni, cartelli, lanci di vernice e di uova all'Università La Sapienza di Roma. Gli studenti stanno manifestando all'interno della città universitaria in occasione della riunione del senato accademico per chiedere la chiusura di ogni accordo di collaborazione con Israele. "Palestina libera" e "Stop al genocidio" sono alcuni degli slogan sugli striscioni dei ragazzi. Su un cartello ci sono i volti del ministro Salvini e della segretaria del Pd Elly Schlein e la scritta: "Complici del genocidio". Su un altro cartello sono raffigurati la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sporchi di sangue mentre si stringono la mano.

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Poco prima di partire in corteo gli studenti hanno lasciato impronte di vernice rosso sangue davanti a uno degli ingressi del rettorato, gridando cori contro la rettrice dell'ateneo, Antonella Polimeni. "Polimeni dove sei? Polimeni dove sei, d'ora in poi parlerai solo con noi", hanno chiesto ad alta voce accendendo fumogeni con i colori della bandiera palestinese. Ai giornalisti presenti è stato impedito di riprendere la partenza del corteo e a qualcuno sono state lanciate uova ripiene di vernice rossa. Alcuni attivisti hanno aperto degli ombrelli e posizionato striscioni per evitare di essere ripresi. Poco più avanti, un gruppetto di manifestanti ha rovesciato alcuni cassonetti dei rifiuti posizionati lungo la strada.

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"La follia genocida sionista non accenna a fermarsi è nostro dovere mandare un segnale forte e interrompere le connessioni con lo stato d'apartheid israeliano nelle università", sono le ragioni degli studenti.

Per il momento non si segnalano particolari tensioni con le forze dell'ordine. Il corteo è stato organizzato dai collettivi studenteschi.

Nel corso della notte di lunedì è stato applicato del silicone nella serratura della porta del rettorato e di alcune aule. Inoltre, molte scritte a favore della Palestina sono comparse sui muri della città universitaria.

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