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Roma, approvate nuove intitolazioni: vie e giardini per Pannella, Hack e Gino Strada

Via libera della Commissione Toponomastica: più spazio anche alle donne e alla memoria della Resistenza, dal Quadraro a Rebibbia. Uno spazio per Paolo Adinolfi davanti alla Casa del Jazz.
A cura di Francesco Esposito
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Marco Pannella, Margherita Hack, Gino Strada
Marco Pannella, Margherita Hack, Gino Strada

Strade e giardini di Roma avranno nuovi nomi e angoli di città verranno dedicati all'astrofisica Margherita Hack, al fondatore del Partito Radicale Marco Pannella, al medico e fondatore di Emergency Gino Strada. Questi e altri ancora i provvedimenti approvati dalla Commissione Consultiva di Toponomastica, grazie anche alla spinta dell'assessore capitolino alla Cultura, Massimiliano Smeriglio. Scienza, diritti civili, politica e Resistenza sono gli ambiti da cui sono stati presi i nomi delle nuove intitolazioni, trovando anche l'approvazione di consiglieri sia di maggioranza che di opposizione.

Nuovi nomi per una maggiore rappresentazione delle donne

Oltre all'astrofisica, attivista e divulgatrice scientifica scomparsa nel 2013, saranno tanti i nomi femminili – alcuni già decisi, altri ancora da stabilire – con cui si incomincerà a ridurre il gap di genere, rendendo omaggio a grandi donne che hanno fatto la storia politica e culturale d'Italia. Fra queste le partigiane Teresa Mattei, anche membro dell'Assemblea Costituente, e Tina Merlin, scrittrice e giornalista, e l'attrice di cinema e teatro Rossella Falk. "Inoltre, durante la Festa della Resistenza al Mattatoio di Testaccio che si svolgerà dal 23 al 26 aprile, celebreremo le Madri Costituenti – commenta l'assessore Smeriglio -, mentre le campionesse sportive saranno onorate intorno al nuovo stadio della Roma a Pietralata". Una linea condivisa anche dai consiglieri capitolini di Sinistra Civica Ecologista, Alessandro Luparelli e Michela Cicculli, per cui queste intitolazioni, attuali e future, significano "riconoscere il ruolo fondamentale delle donne nella storia del Paese e della nostra città", inoltre, "l'istituzione al Prenestino del ‘Giardino 25 novembre', giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, renderà pubblica l'importanza di questo impegno", aggiungono.

La partigiana, scrittrice e giornalista, Tina Merlin
La partigiana, scrittrice e giornalista, Tina Merlin

L'omaggio alla Resistenza al Quadraro

Oltre a Merlin e Mattei, la Resistenza viene omaggiata anche in una delle roccaforti partigiane di Roma durante l'occupazione nazista: il Quadraro. Il sottopasso sottostante via Tuscolana, principale punto d'accesso pedonale al quartiere e luogo riqualificato di recente, sarà intitolato al ‘Nido di vespe', il nome con cui soldati e ufficiali tedeschi chiamavano questa borgata dove era per loro molto difficile entrare. "Non è solo un atto formale, ma la rivendicazione orgogliosa dell'identità antifascista di questa parte della città che subì uno dei più pesanti rastrellamenti nel 1944 e nel 2004 fu insignita della Medaglia d'oro al valore civile – commentano Luparelli e Cicculli – . Un segnale di rinascita ancora più forte per questo quadrante, dato che la denominazione, riguarderà uno spazio restituito alla comunità, che fungerà anche da raccordo con il suo nuovo percorso ciclopedonale al Grande raccordo anulare delle Bici".

Murales che rappresenta il soprannome del quartiere: "Nido di vespe", come era chiamato dai soldati tedeschi per l’alta concentrazione di gruppi partigiani
Murales che rappresenta il soprannome del quartiere: "Nido di vespe", come era chiamato dai soldati tedeschi per l’alta concentrazione di gruppi partigiani

Uno spazio per Marco Pannella davanti al carcere di Rebibbia

La lotta per i diritti civili è omaggiata anche attraverso la dedicata di un piazzale antistante al carcere di Rebibbia a una delle figure del Novecento che più si è battuta per il giusto trattamento dei detenuti, Marco Pannella, parlamentare e fondatore del Partito Radicale. Un'intitolazione che vede la cui importanza è sottolineata dalla capogruppo di Forza Italia in Assemblea Capitolina, Rachele Mussolini, che parla di Pannella come una "figura di grande rilievo a cui si deve, tra le altre cose, l'avvio di quel processo di trasparenza della politica italiana che ha permesso ai cittadini di partecipare ai lavori parlamentari attraverso le dirette di Radio Radicale", oltre che "convinto promotore dei diritti civili, politici e sociali, baluardo della democrazia e delle libertà individuali, fermo sostenitore dei valori europei e delle istanze degli ultimi". Anche il magistrato Paolo Adinolfi, scomparso nel nulla nel 1994, avrà uno spazio a lui intitolato proprio davanti alla Casa del Jazz di viale di Porta Ardeatina, dove in questi ultimi mesi sono in corso degli scavi per seguire l'ipotesi che sotto l'edificio sia stato nascosto il suo corpo.

il magistrato Paolo Adinolfi
il magistrato Paolo Adinolfi

Gino Strada e tre simboli dell'anticolonialismo

Un'area verde sarà, invece, dedicata al medico e fondatore dell'organizzazione umanitaria Emergency, Gino Strada. Una decisione in deroga alla regola che impone che siano passati almeno dieci anni dalla morte della persona omaggiata. Il giardino intitolato a strada è stato individuato nel Municipio VIII, così come quelli che saranno dedicati a tre figure unite nel segno dell'anticolonialismo: Bobby Sands, attivista per l'unità irlandese, che si lasciò morire di fame in carcere per protestare contro le condizioni disumane in cui erano tenuti i detenuti repubblicani, Amilcar Cabral, leader anticoloniale della Guinea e, infine, Piero Bruno, giovanissimo militante di Lotta Continua di Garbatella, ucciso a colpi di arma da fuoco durante una manifestazione di solidarietà internazionale nel 1975. Inoltre, aggiunge Smeriglio, "sulla toponomastica decoloniale continua il nostro lavoro di revisione di alcune didascalie, oramai superate. Non è più tollerabile accostare Viale Eritrea a un antico possedimento italiano anziché a uno Stato africano". La commissione è al lavoro anche per individuare strade, larghi e giardini da dedicare al politico comunista Pietro Ingrao, al sociologo e attivista della non-violenza Danilo Dolci, al direttore della fotografia Tonino dello Colli, al giornalista vittima di mafia Mario Francese, alla femminista Carlotta Orlando.

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