Gli uomini del G.I.C.O. della Guardia di Finanza hanno sgominato un'organizzazione dedita allo spaccio di cocaina, che agiva in particolare sul territorio di Fiumicino e alla periferia Ovest di Roma. In tutto sono quindici le persone finite nel mirino dell'operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della capitale, e che sono state colpite questa mattina da altrettante misure cautelari. Sei persone sono finite in carcere, due ai domiciliari e sette hanno l'obbligo di presentazione quotidiana negli uffici di polizia: tutti sono a vario titolo accusati di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.

Zia Bianca e gli affari alla "vecchia maniera"

Al vertice dell'organizzazione si trovava una signora di 70 anni, Bianca Zarfati, soprannominata "Zia Bianca", che si riforniva di stupefacente grazie a Marco Corina (classe 1952) e Marcello Gauzzi (classe 1962), soggetti già noti alle forze dell'ordine. La donna dalla sua abitazione di Fiumicino dove si trovava ai domiciliari continuava a gestire gli affari, vantandosi di farlo "alla vecchia maniera" e di onorare sempre la "parola data", ordinando agli spacciatori come effettuare le consegne e tenendo i conti dell'attività.

"Lasagne" e "fettine panate" per ordinare la cocaina da Zia Bianca

Per concordare la quantità di stupefacente da preparare per la cessione, la banda capeggiata dall'anziana Zia Bianca utilizzava un singolare frasario, che faceva pensare più a un pranzo per i nipotini o per la famiglia che alla cocaina, parlando di "fettine panate, "lasagne" e "spaghetti con le vongole". "Le telefonate mie e sue sono tutte di mangiate… mai… mai… mai parlato di niente…", diceva la signora in una conversazione intercettata. Zarfati, con i suoi due sodali, era in grado di trattare una partita di stupefacente da acquistare direttamente in Sud America, a dimostrazione delle sue capacità organizzative e dello spessore criminale.

Sette indagati percepivano il reddito di cittadinanza

"Gli approfondimenti svolti hanno, infine, fatto emergere come 7 indagati percepiscano o abbiano percepito – direttamente o in quanto inclusi nel nucleo familiare dei beneficiari – il reddito di cittadinanza o il reddito di emergenza; saranno quindi interessati i competenti uffici dell'Inps ai fini della sospensione del beneficio economico" conclude così la nota delle Fiamme Gialle.