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Rimosso l’assessore della Lega a Ceccano pro Russia: anche Matteo Salvini prende le distanze

Sono state rimosse le deleghe per Stefano Gizzi, l’assessore di Ceccano che aveva inneggiato alla Russia e all’invasione dell’Ucraina sui social network.
A cura di Beatrice Tominic
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Foto da Facebook
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Revocate le deleghe a Stefano Gizzi, l'assessore di Ceccano della Lega da cui lo stesso Matteo Salvini aveva preso le distanze: sui social, l'assessore del comune in provincia di Frosinone aveva inneggiato alla Russia e alla Zeta, simbolo dell'invasione dell'Ucraina. Come si legge sul quotidiano la Repubblica, infatti, Gizzi aveva pubblicato un post con l'immagine della Zeta scrivendo: "Solidarietà alla Russia, con il nastro di San Giorgio Vittorioso sul Drago."

Il sindaco revoca gli incarichi all'assessore

Una volta pubblicato il post, il Partito Democratico aveva immediatamente richiesto le dimissioni da parte dell'assessore. In 24 ore, anche la stessa Lega è intervenuta, chiedendo a a Roberto Caligiore, il sindaco eletto a Ceccano con Fratelli d'Italia, di togliere le deleghe a Gizzi: "La Lega mi ha chiesto l'avvicendamento dell'assessore perché ritengono non debba più rappresentarli – ha spiegato il sindaco – Non avendo così più copertura politica l'ho revocato dall'incarico." Poi specifica che, nel caso di silenzio da parte di Salvini, avrebbe comunque agito nello stesso modo.

"Quelle di Gizzi non sono le nostre idee", ha dichiarato infatti il sindaco. "La nostra amministrazione ha approvato un ordine del giorno con cui prende le distanze dalla Russia, solidarizza con l'Ucraina e chiede al Governo di investire il 2% del Pil negli armamenti – ha spiegato – Fratelli d'Italia, il mio partito, ha una posizione ben chiara: il nostro presidente di circolo a Ceccano ha dei rifugiati ucraini a casa, a cui sta dando ospitalità." Poi ha concluso: "Non tocca a me capire se quelle esternazioni sono state fatte per un motivo o per l'altro, ma certe cose non vanno neanche dette."

Chi è l'assessore Stefano Gizzi

L'assessore Stefano Gizzi, classe 1953, è un avvocato ultracattolico che prima di approdare nel partito della Lega ha militato nella Democrazia Cristiana: da tempo fanno discutere le sue posizioni, che manifesta soprattutto sui social network. Oltre ad aver inneggiato alla Russia e alla Zeta, infatti, un paio di mesi fa è stato proprio Gizzi a paragonare le disposizioni anti-Covid alla persecuzione degli ebrei, in occasione della Giornata della Memoria il 27 gennaio. Più volte, inoltre, si era detto a favore delle tesi di Trump per l'assalto al Congresso: già nel 2006, infine, insieme al senatore di Fratelli d'Italia, Massimo Ruspandini aveva bruciato in piazza un volume del libro Il Codice da Vinci di Dan Brown, considerandolo blasfemo.

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