Il Lazio è la regione d'Italia con un maggior numero di aree idonee ad ospitare i rifiuti radioattivi. In particolare, lo è il territorio della Tuscia, in provincia di Viterbo, che conta ben 22 zone, all'interno di otto Comuni. I dati sono riportati all'interno della Carta nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee alla localizzazione del Deposito Nazionale dei Rifiuti Radioattivi. Un elenco di 67 aree atteso da ben sei anni, e pubblicato dalla Sogin, che localizza i siti in cui sono destinati ad essere conferiti i rifiuti che nessuno vuole. Le zone soddisferebbero venticinque criteri riportati nella Cnapi. Ma la Regione Lazio non ci sta ed è sul piede di guerra.

Valeriani: "Lazio indisponibile"

Sulla questione, già divenuta di accesa discussione, è intervenuto l'assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti, Massimiliano Valeriani: "Apprezzo l’impegno del Governo per porre fine ai ritardi nella ricerca di un deposito unico per lo smaltimento degli scarti radioattivi, ma il territorio del Lazio presenta già un quadro fortemente impattante legato all’inquinamento nucleare di origine industriale e medica. Questa regione ospita le due ex centrali nucleari di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, e di Borgo Sabotino, in provincia di Latina, oltre al Centro Ricerche dell’Enea Casaccia, nel Comune di Roma, dove si svolgono anche attività di studio e ricerca sulla medicina nucleare – chiarisce Valeriani – È importante chiudere la stagione del nucleare in piena sicurezza con l’individuazione di un deposito nazionale, ma resta fondamentale la partecipazione e il confronto con le amministrazioni locali per condividere una scelta che avrà una notevole ricaduta sul territorio" spiega. E ribadisce che: "Il Lazio non può sostenere un ulteriore aggravio delle condizioni ambientali legate al sito unico dei rifiuti radioattivi".

Le aree che ospiteranno i rifiuti radioattivi

Tra le ventidue aree idonee ad ospitare rifiuti radioattivi in provincia di Viterbo ci sono: Ischia di Castro, Canino-Cellere-Ischia di Castro, due lotti a Canino, Tessennano-Tuscania, Arlena di Castro-Piansano-Tuscania, Piansano-Tuscania, Tuscania, un’altra area Canino-Montalto, Arlena di Castro-Tessennano-Tuscania, Arlena di Castro-Tuscania 1 e 2, Tarquinia-Tuscania, Soriano nel Cimino, Soriano nel Cimino-Vasanello-Vignanello, Gallese-Vignanello, Corchiano-Gallese. Già gli amministratori hanno espresso la loro contrarietà, lunedì è previsto un confronto tra sindaci che in video conferenza si riuniranno per capire il da farsi.

Quali rifiuti radioattivi saranno conferiti

Nelle aree individuate come idonee saranno conferiti come destinazione definitiva circa 78mila metri cubi di rifiuti radioattivi a molto bassa e bassa attività, la cui radioattività decade nell’arco di trecento anni. Tali rifiuti attualmente vengono portati all'estero. Una parte deriva dall'utilizzo e dallo smantellamento degli impianti nucleari per la produzione di energia elettrica, l'altra dagli impianti nucleari di ricerca e dai settori della medicina nucleare e dell’industria. Come specifica il sito Depositonazionale.it, il deposito ospiterà solo rifiuti prodotti dal nostro Paese, già esistenti e che saranno prodotti anche in futuro, per i prossimi cinquant'anni.