Raid vandalico al liceo Righi, identificati due studenti per la scritta fascista: nuove svastiche nei bagni

Sono stati identificati due degli autori dell'atto vandalico che ha colpito il liceo Righi di Romanella notte fra l'8 e il 9 febbraio 2026. Danni all'interno dell'istituto tali da costringere la dirigenza scolastica a cancellare le lezioni per il giorno successivo e una scritta su un muro esterno: "Righi fascista, la scuola è nostra" con tanto di svastiche. Sono proprio gli autori del graffito i due identificati dai carabinieri della compagnia Roma Centro con l'aiuto di alcuni insegnanti. Sono studenti dell'ultimo anno, maggiorenni. Per loro adesso la procura dovrà formulare un'ipotesi di reato. Intanto proseguono le indagini sugli altri membri del gruppo che ha svuotato gli estintori e danneggiato le aule, mentre nei bagni della scuola sono state trovate altre scritte inneggianti al fascismo e al nazismo.

Nuove scritte fasciste al liceo Righi
Due giorni dopo il raid vandalico, l'11 febbraio, studentesse e studenti sono tornati in classe. Meno di un mese più tardi, però, la scena si è ripetuta nella succursale di via Boncompagni. Sempre con le stesse modalità: estintori svuotati e aule messe a soqquadro. Nella mattina di giovedì 12 marzo, la nuova denuncia da parte delle ragazze e dei ragazzi del collettivo Ludus del Righi, che hanno trovato nei bagni della succursale nuove scritte nazifasciste "che inneggiano al duce, alla distruzione dei centri sociali e alla violenza", ma anche riferimenti all'Olocausto e ad Anna Frank.
"Condanniamo queste scritte e gli autori, in quanto vili e profondamente fascisti – scrive il collettivo Ludus -. È intollerabile che scritte simili appaiano a scuola, luogo che promuove la cultura e la critica, fondamenti che il fascismo ha, tra l'altro, sempre silenziato. Le scritte sono state prontamente cancellate dall3 compagn3, ma la loro presenza mostra come i fascisti ci siano e che, nonostante si nascondano dietro partiti o liste studentesche, che all'apparenza non lo sono, quando nessunə li vede escono dalle fogne e rivelano la loro identità".