Ragazza violentata a Villa Borghese, il tassista: “Non sono un eroe ma altri non si sono fermati”

"C'erano altre auto che non si sono fermate, ma forse erano distratti". Fabio Moccia è un tassista della cooperativa 3570. Opera a Roma con la sigla ‘Padova 8' e la sera di lunedì 23 febbraio, passando da villa Borghese, ha soccorso una ragazza, studentessa inglese di 21 anni, che ha subito un tentativo di stupro mentre camminava su viale Washington. L'aggressore l'ha colpita alle spalle, l'ha portata dietro un cespuglio e ha provato toglierle i pantaloni. Ma, forse per le urla, forse per i fari del taxi, è scappato e adesso è ricercato dai carabinieri. A Fanpage.it Fabio Moccia, però, sottolinea: "Sembra veramente che ho fatto l'eroe, ma mi sono solamente fermato perché ho visto una ragazza in difficoltà".
Cosa è successo la sera del 23 febbraio?
Stavo percorrendo viale Washington a Villa Borghese in discesa, verso piazzale Flaminio, senza clienti. Quando non abbiamo nessuno a bordo, noi tassisti ci guardiamo intorno per vedere se qualcuno ha bisogno di un taxi. Nella parte alta della villa, su via Laguardia, c’era un po' di gente, non era deserta. Poi, dopo la rotonda, sono passato nella parte bassa, che è più buia e meno frequentata. Io costeggiavo la strada, non stavo proprio al centro. Con i fari ho visto una ragazza con il cappotto nero che si teneva il viso e barcollava. Piangeva. Allora ho fermato la macchina e sono sceso. Mi ha detto che era stata aggredita.
Che cosa ha fatto a quel punto?
L’ho fatta salire in macchina e ci siamo chiusi dentro. Non sapevo se l’aggressore fosse uno o più di uno, se fosse ancora nei paraggi. Ho pensato: mettiamoci dentro e chiudiamoci. Lei parlava solo inglese e aveva il telefono scarico. Aveva il viso gonfio, dei lividi, graffi, escoriazioni, come se fosse stata trascinata a terra. Poi mi ha detto che lui le teneva il viso contro il terreno mentre la colpiva. Abbiamo chiamato i soccorsi e in cinque minuti sono arrivati sia i carabinieri sia l’ambulanza.
Lei cosa le ha raccontato dell'aggressione?
Mi ha detto che era stata con degli amici su viale Washington. Li aveva lasciati e stava andando verso la fermata dell’autobus vicino alla fontana. Si sentiva seguita, ma non vedeva nessuno. All’improvviso è stata presa e sbattuta a terra. Dice che ha visto i miei fari e che quelle luci hanno distratto l’uomo, che poi è scappato prima di riuscire a violentarla.
Quindi non ha visto nessuno allontanarsi o scappare?
No, nessuno. Quando l’ho inquadrata con i fari, lei si era già divincolata e si stava allontanando. Può darsi che le luci abbiano aiutato, ma io non me ne sono accorto. Non ho sentito neanche le urla, avevo la musica accesa. L’ho vista perché veniva verso il centro della strada, barcollando. È stato quello che mi ha fatto fermare. Anche la telecamera del mio taxi non ha ripreso niente, per le immagini che ho visto con i carabinieri, però nei filmati ci sono altre macchine che salivano e scendevano, quindi so che stanno cercando di risalire a quelle auto. Le immagini si cancellano entro 24-48 ore.
È una zona che percorre spesso?
Sì, per noi è quasi una corsia preferenziale, la facciamo spesso. Forse è stata anche una fortuna per la ragazza che io passassi di lì in quel momento.
E lì ha mai assistito a scene di violenza o simili?
No, mai una cosa così. E poi la cosa strana è che erano neanche le nove di sera. Se fosse stata l’una o le due di notte, uno magari si guarda di più le spalle. Ma alle nove non te l’aspetti. Mentre aspettavamo i carabinieri passava anche altra gente a piedi. Non era un posto completamente deserto. Questo mi ha impressionato molto
Si sente un eroe per quello che ha fatto?
No, assolutamente. Non ho fatto niente di speciale. Ho visto una ragazza in difficoltà e mi sono fermato. Penso che lo avrebbe fatto chiunque. Io ho una figlia di 14 anni, la ragazza ne ha 21. Poteva essere mia figlia anche lei. Poi era gracile, piccolina. Vederla così mi ha fatto impressione. Certo, altre macchine sono passate e non si sono fermate. Però magari non l’hanno vista. Io andavo piano, non avevo clienti, forse ero solo meno distratto.