Il 9 agosto di quattro anni fa Tiziana Laudani è precipitata nei garage sotterranei di largo San Giuseppe Artigiano, in zona Tiburtina, per colpa di una grata mancante. La trentasettenne romana morì dopo un volo di otto metri. Da quel tragico evento la sorella Ombretta ha intrapreso una lunga battaglia per ottenere giustizia e la messa in sicurezza del luogo dove ha perso la vita Tiziana. Il processo, che vede imputato il curatore fallimentare Gianluca Righi, sarebbe dovuto iniziare a marzo, ma la pandemia ha obbligato il posticipo dell'udienza al 3 novembre 2020.

Il ricordo di Tiziana

Quest'anno l'emergenza Covid-19 ha impedito alla famiglia di Tiziana di organizzare la consueta commemorazione annuale a largo San Giuseppe Artigiano. Domenica 9 agosto la famiglia di Tiziana si potrà quindi solo portare un fiore sul luogo della tragedia. L'iniziativa è stata voluta dai parenti ed organizzata insieme agli attivisti del comitato Beltramelli-Meda-Portonaccio. Sul posto è già presente una targa denominata il "vialetto Tiziana Laudani" e a terra verranno posizionati due vasi bianchi, dove chi vorrà potrà lasciare un fiore  o un pensiero. "Tornare dove è morta mia sorella ogni volta mi strazia il cuore – racconta a Fanpage Ombretta, che da quattro anni combatte per contrastare il degrado nella zona – qualche giorno prima dell'anniversario vengo io a pulire perché qui c'è sempre uno schifo. Il degrado è totale, un vero scempio". Ci mostra poi alcune fotografie scattate a largo San Giuseppe Artigiano dove si può notare come l'area è sì transennata ma al suo interno manca ancora una grata. Tutto intorno poi restano abbandonati cumuli di immondizia. Dopo la morte della giovane sulla strada, prima completamente al buio, sono stati istallati dei lampioni e costruito un marciapiede. Ma non basta. "Mia sorella merita giustizia, ha lasciato per sempre suo figlio di soli 11 anni – conclude – la sua è stata una morte assurda e non vogliamo finisca nel dimenticatoio".