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Quarticciolo, i collettivi contro Ater: “Case vuote e palazzine nel degrado, dove sono gli interventi?”

Il collettivo Quarticciolo Ribelle e il polo civico di quartiere contro Ater e gli annunci sui finanziamenti del Decreto Caivano: “Promessi milioni per le case popolari, ma gli interventi non si vedono”.
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I muri delle case popolari del Quarticciolo si sgretolano ancora, continua a piovere dentro gli appartamenti e gli abitanti non riescono più ad aspettare gli interventi promessi da governo, Roma Capitale e Regione Lazio che dovrebbero portare nella borgata di Roma Est quasi 80 milioni di euro. "Sono passati 543 giorni dall'inserimento del Quarticciolo nel decreto Caivano bis, come realtà sociali attive sul territorio, vogliamo denunciare che a fronte dei milioni di euro di investimenti annunciati sul nostro quartiere la situazione è sempre la stessa", scrivono in un comunicato gli attivisti di Quarticciolo Ribelle e del polo civico, che puntano il dito verso un soggetto in particolare: l'azienda per l'edilizia residenziale popolare Ater.

Al Quarticciolo "il tempo è finito"

"Il tempo è finito". Secondo il collettivo, nel quartiere, nonostante le frequenti operazioni di polizia, le visite dei politici, i cambiamenti visibili sono solo quelli realizzati grazie all'impegno delle realtà sociali del territorio. Ad esempio, la riapertura prevista per settembre del campo di calcio di via Prenestina, rimasto inutilizzato per anni e che sarà gestito insieme alla squadra di calcio popolare Borgata Gordiani. Dal 25 al 27 giugno sono inoltre in programma iniziative sociali nel parco Modesto Di Veglia, uno spazio che, spiegano, è stato riqualificato grazie alla mobilitazione del quartiere, così come l'Ambulatorio popolare di Roma Est, il doposcuola gratuito che ha sede nell'ex Questura occupata e la Palestra Popolare.

"Ma c'è un problema che resta centrale – prosegue il comunicato -: quello abitativo. Sono anni che chiediamo che le 170 case vuote presenti a Quarticciolo vengano assegnate, che le sanatorie lasciate incompiute vengano portate a termine, che si vada avanti con l’installazione degli ascensori per evitare che le persone invalide vivano agli arresti domiciliari a vita, ristrutturate le palazzine che cadono a pezzi e a cui piove dentro, in particolare la seconda palazzina di via Ugento". Qui le finestre sono sbarrate, i muri in parte crollati e una scritta recita un'accusa: "Ater, il vostro abbandono è il nostro degrado".

(Foto di Ilaria Proietti Mercuri)
(Foto di Ilaria Proietti Mercuri)

"Dove sono i soldi per il Quarticciolo?"

"Le cosiddette ‘favelas' attendono da decenni di essere ristrutturate e gli abitanti regolarizzati – proseguono gli attivisti -. Grazie alla lotta del comitato di quartiere, chi ci viveva è stato spostato provvisoriamente in altri alloggi in attesa della ristrutturazione degli immobili. Sono passati 5 anni ma non si sa niente. Una palazzina è stata terminata ma l’altra è in uno stato di degrado evidente".

Da qui la decisione di organizzare una conferenza stampa proprio davanti all'edificio di via Ugento 33. "Il silenzio di Ater e della Regione sulle case, gli annunci degli interventi del Comune sugli ascensori e le palazzine di sua competenza ormai sono diventati assordanti", scrive il collettivo, che cita anche il recente annuncio del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca sull'avvio dei lavori al complesso Morandi di Tor Sapienza. "Ne siamo felici – concludono – ma dove sono finiti i soldi, gli annunci e gli interventi su Quarticciolo?".

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