Il Partito democratico ha ufficializzato che il ‘nome forte' che correrà alle primarie del centrosinistra per le elezioni comunali di Roma sarà l'ex ministro Roberto Gualtieri. Al momento gli altri candidati ufficiali sono Tobia Zevi, Paolo Ciani e Giovanni Caudo, ex assessore all'Urbanistica con Ignazio Marino e attualmente presidente del Municipio III di Roma.

Lei e Gualtieri siete entrambi professori universitari, rispettivamente di Urbanistica e Storia Contemporanea. Siete nati anche nello stesso giorno, il 19 luglio. Quali sono invece le differenze tra voi due?

Negli ultimi sei anni ho avuto un ruolo amministrativo, prima da assessore all'Urbanistica, per due anni e 4 mesi, e adesso da quasi tre anni come presidente di municipio. Questa è una differenza importante, senza nulla togliere al ruolo di ministro. Ho visto la macchina amministrativa, ho analizzato le questioni di Roma sia dal Campidoglio che del municipio.

Da qualche giorno la sindaca Raggi sta dicendo che non rivolgerebbe le stesse accuse che ha fatto in passato all'ex sindaco Marino. Un tentativo per cercare di avvicinare una parte degli elettori del Pd…

È un tentativo disperato quello della sindaca. Un'eventuale vicinanza a Marino non si basa sulle parole, ma sui fatti: tutte le opere e tutti gli interventi che noi abbiamo lasciato sono stati cancellati, dal piano rifiuti con gli impianti previsti allo stadio, per non parlare della trasformazione delle caserme in disuso. Tutti progetti presi e buttati nel cestino. Quindi quello di Raggi è un tentativo abbastanza impresentabile.

La sua eventuale candidatura a sindaco sarà in continuità con l'esperienza della giunta Marino?

Quell'esperienza è un'esperienza che è avvenuta in un determinato momento storico del nostro Paese e anche della città. Sono passati ormai diversi anni, quindi è chiaro che non può essere in continuità. Ma per esempio lo stesso Ignazio Marino qualche settimana fa ha detto che se lui se avesse dovuto indicare un candidato, avrebbe indicato il sottoscritto. Per me si tratta di una grande dimostrazione di affetto e riconoscimento per aver lavorato con lui in totale autonomia e libertà. Non lo conoscevo, l'ho conosciuto durante la campagna elettorale, ma abbiamo stretto un legame di amicizia soprattutto e anche dopo, negli anni della sofferenza di Ignazio.

Nessuna candidata donna alle primarie, per ora…

Verrebbe da dire che un evento come questo, senza una rappresentanza di genere, è meglio che non venga organizzato. Penso che questa mancanza sia un fattore particolarmente negativo, ma è anche il frutto del fatto che si è arrivati a queste primarie e in particolare alla candidatura del Pd in modo un po' rocambolesco, senza che essa sia stata preparata negli anni, come dovrebbe avvenire normalmente attraverso la costruzione di un'opposizione all'attuale giunta. E quindi, purtroppo, questo è l'esito di un mancato percorso politico in questi anni. Basta vedere come il principale partito del centrosinistra sia arrivato a questa candidatura: si è parlato prima di Sassoli, poi di Letta, poi l'accordo con i 5 Stelle, poi Gualtieri, poi Zingaretti e poi ancora Gualtieri. Non mi pare ci sia stato alcun percorso politico, bensì un percorso causale. Non manca soltanto una donna, ma manca in questa città una cosa fondamentale oggi per la politica e cioè uno sguardo sulle politiche di genere come avviene in ogni Paese civile del mondo.

Le sue priorità dal punto di vista urbanistico

Ci sono due piani che vanno di pari passo: dalla scala più piccola, cioè la vita nel quartiere, a quella più grande e cioè dare un aspetto definitivo ad alcuni asset strategici di questa città. Il tema principale è il grande patrimonio pubblico che deve essere trasformato, come ad esempio le caserme dismesse. Il tema della trasformazione dello spazio pubblico e degli edifici pubblici è fondamentale. Un altro tema è riportare i cittadini nel centro storico: attualmente ci sono 150mila abitanti e il mio obiettivo è recuperare almeno altri 150mila residenti. Ne avrebbero beneficio le attività commerciali, le attività di ristorazione e la vita in quelle zone della città. C'è bisogno di fare tornare i romani lì dove abbiamo più servizi e mobilità".

Nel regolamento delle primarie manca quello per le primarie nei municipi…

Da quello che ho capito il regolamento è uguale per le primarie dei municipi. Non ci saranno in tutti municipi, perché ce ne sono alcuni in cui evidentemente non ha senso farle, come ad esempio nell'Ottavo (dove il presidente uscente Amedeo Ciaccheri è di centrosinistra). La cosa che mi preoccupa, invece, è che il comitato ci metta a disposizione il prima possibile il modulo per raccogliere le firme. I giorni stanno passando e il 25 maggio si avvicina. Il diavolo spesso si nasconde nei dettagli e se i moduli arrivano fra una settimana e poi in 8 giorni bisogna raccogliere le firme… Penso che la partita delle primarie venga condotta in trasparenza, sono convinto che sarà così, ma registro che oggi è l'11 e ancora non abbiamo i moduli.