4 Giugno 2021
8:41

Presi con 25 chili di botti illegali: “Volevamo festeggiare il compleanno del papà carcerato”

Un uomo e una donna sono stati denunciati dagli uomini della questura di Frosinone per il reato di trasporto e detenzione di materiale esplodente. La loro giustificazione: “Volevamo farli esplodere all’esterno del carcere per festeggiare il compleanno di un detenuto, il papà dei bambini che erano in macchina con noi”.
A cura di Enrico Tata

Probabilmente il loro intento era questo: far esplodere 25 chili di botti fuori dal carcere di Frosinone per festeggiare il compleanno del papà di due bimbi detenuto nello stesso istituto penitenziario. La polizia li hanno fermati nelle vicinanze della casa circondariale: all'interno dell'automobile c'erano un uomo di 47 anni, una donna di 43 anni e due ragazzini. Nel portabagagli c'erano 25 chili di botti con un'unica miccia di innesco.

La giustificazione: "Volevamo festeggiare il compleanno di un detenuto"

I due adulti hanno raccontato agli agenti che il loro obiettivo era quello di trasportare i botti vicino al carcere e farli esplodere per festeggiare il compleanno di un detenuto, che tra l'altro è il padre dei due minorenni. L'uomo e la donna sono stati denunciati dagli uomini della questura di Frosinone per il reato di trasporto e detenzione di materiale esplodente. Stando a quanto si apprende, è stato proprio l'atteggiamento nervoso e sospetto dei due a fare scattare la perquisizione del bagagliaio dell'automobile: dentro c'era una scatola contenente 25 chili di botti e fuochi d'artificio e tre batterie di tubi, tutti collegati tra di loro illecitamente e pericolosamente a un'unica miccia di innesco, "amplificando così la potenza esplosiva e mettendo a repentaglio l’incolumità pubblica". Da successivi accertamenti è emerso che sia il 47enne che la 43enne hanno diversi precedenti di polizia. Condotti dagli agenti della volante presso la questura di Frosinone, gli adulti sono stati denunciati per trasporto e detenzione di botti illegali, mentre i ragazzini sono stati riaffidati alla madre.

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