In Lombardia si può scegliere dove fare il vaccino e quando, ma non quale. In Campania non si può scegliere né il luogo, né la data, né tantomeno il siero. Nel Lazio, invece, è possibile fissare un appuntamento nel centro vaccinale preferito, quando è più comodo e soprattutto conoscendo in anticipo il tipo di farmaco che verrà inoculato. Questa libertà di scelta (che comporta molti vantaggi, ma anche qualche rischio) è stata difesa anche oggi dall'assessore regionale Alessio D'Amato. In un'intervista rilasciata a Radio anch'io, trasmissione mattutina di Rai Radio 1, ha dichiarato che la "trasparenza è un'arma fondamentale nella campagna vaccinale". Secondo il responsabile della Sanità laziale "il cittadino deve sapere sin dall'inizio quale vaccino sta scegliendo perché noi chiediamo dall'inizio il consenso informato ed ovviamente vi è un diverso consenso per un diverso vaccino. Per D'Amato "la possibilità di scelta va data e garantita. Non si può obbligare a fare un solo tipo di vaccino. Noi da sempre mettiamo a disposizione tutti i vaccini che abbiamo, lasciando libertà di scelta, secondo le disponibilità. La parola ultima spetta comunque al medico durante l'anamnesi. Ma è inutile tenerli nei frigoriferi".

I problemi della ‘libertà di scelta' per la campagna vaccinale

Questa ‘libertà di scelta' per i cittadini ha causato anche qualche effetto non proprio positivo per la campagna vaccinale. Intanto c'è stato un iniziale ritardo nella vaccinazione degli over 80. Il Lazio è partito prestissimo con l'immunizzazione degli anziani, prima di tante altre Regioni italiane. Ma ha dato fin da subito la possibilità di programmare il proprio appuntamento a piacimento, con data scelta dai cittadini. In molti, quindi, hanno fissato appuntamenti anche per maggio, tanto che ad aprile la Regione è stata costretta a ricontattare diversi anziani per chiedere loro di anticipare il loro turno.

In secondo luogo la possibilità di scegliere il tipo di vaccino sta determinando due effetti: l'esaurimento degli ‘slot' Pfizer e, viceversa, la mancanza di persone disposte a fare i vaccini AstraZeneca e Johnson&Johnson. Anche su questi due sieri, raccomandati dall'Aifa per la popolazione con più di 60 anni, c'è estrema possibilità di scelta: possono prenotarli su base volontaria, infatti, anche cittadini con età inferiore a 60 anni. Per questi motivi domenica la Regione Lazio aveva comunicato che le prime dosi Pfizer erano già esaurite per tutto il mese di maggio e che invece erano disponibili 100mila appuntamenti circa per dosi AstraZeneca e Johnson&Johnson. Grazie alla successiva decisione di posticipare i richiami Pfizer a 35 giorni, sono stati recuperati altri 100mila ‘slot' per le prime dosi di questo vaccino.  

La differenza con Campania e Lombardia

In Lombardia è possibile scegliere sia il luogo di somministrazione del vaccino che la data dell'appuntamento (per gli over 80 non è stato possibile). Non viene comunicato, invece, il tipo di vaccino che verrà inoculato. In Campania, invece, non si può scegliere praticamente nulla: la data dell'appuntamento viene comunicata dalla Regione e viene comunicato anche il luogo. Non si può conoscere in anticipo il tipo di vaccino che verrà somministrato.