L'assessore D'Amato non ha alcuna intenzione di proporre un abbassamento delle restrizioni. Nonostante questa settimana l'indice Rt del Lazio, il parametro che misura la contagiosità del virus, sia sotto la quota di sicurezza fissata a 1. Fino a Natale, anzi probabilmente fino a gennaio 2021, non è all'ordine del giorno alcuna concessione o allentamento delle misure restrittive messe in atto per contenere l'epidemia. Bar e ristoranti resteranno chiusi dalle ore 18, i centri commerciali rimarranno chiusi nel weekend, le strade dello shopping saranno a ingresso contingentato e verrà confermato il coprifuoco alle 22, che comunque è una misura imposta dal governo e anche il ministro Speranza non ha in mente di fare sconti, neanche per le regioni più virtuose.

I dati che ancora spaventano il Lazio

Nei 21 indicatori presi in esame dall'Istituto Superiore di Sanità e su cui si baserà oggi la scelta di confermare o meno le regioni nella loro area di appartenenza (gialla, arancione, rossa), il Lazio ha dati buoni sia per quanto riguarda il tracciamento dei casi che in merito al rapporto tamponi effettuati/casi positivi, alla capacità di ‘resilienza' del sistema sanitario e all'indice Rt. Sono due, però, i dati che spaventano la Regione: l'aumento dei posti letto occupati nei reparti ordinari e in quelli di terapia intensiva non si è fermato, anzi. Aumentano i morti e nonostante questo la percentuale dei letti occupati nelle terapia intensive ha superato la soglia di guardia ed è, a ieri, al 34 per cento. Sono infatti occupati 328 posti sui 962 disponibili (in questo numero sono compresi tutti i reparti, anche quelli non Covid). Superata la soglia critica anche per quanto riguarda l'occupazione dei posti letto ordinari, arrivata al 50 per cento (la soglia di sicurezza è stata fissata al 40 per cento).

Con allentamento delle restrizioni, Rt tornerebbe sopra quota 1

Un altro dato che impone alla Regione di non allentare le misure restrittive è proprio la natura stessa dell'Indice Rt: esso, infatti, misura e monitora nel corso del tempo l'efficacia degli interventi messi in atto durante un'epidemia provocata da una malattia infettiva per cercare di contrastarne la diffusione. Ha un valore predittivo, cioè presumibilmente se l'indice Rt nel Lazio è 0,9, questo significa che per la prossima settimana ci potremo attendere un leggero calo dei contagi nella nostra Regione. È evidente, però, che se venissero allentate alcune misure restrittive, l'Indice di contagiosità potrebbe schizzare nuovamente sopra quota 1 e se così fosse l'epidemia nel Lazio tornerebbe immediatamente fuori controllo.

I segnali che arrivano dal governo sul Natale

L'obiettivo primario di D'Amato e Zingaretti, quindi, è fare di tutto affinché l'Rt si mantenga basso e sotto la soglia di sicurezza. Se così fosse, se l'indice rimanesse stabilmente sotto quota 1, significherebbe che con queste misure di contenimento il Lazio sarebbe riuscito a tenere sotto controllo la diffusione del virus e non sarebbe necessario un ulteriore inasprimento dei provvedimenti. Questo, viceversa, significa che almeno fino ai primi mesi del 2021 non verrà probabilmente fatta alcuna concessione alle categorie già colpite dagli stop, dai bar ai ristoranti, dalle palestre ai grandi centri commerciali.

Dal governo, tuttavia, arrivano segnali diversi. Secondo gli ultimi rumors l'esecutivo avrebbe in mente di prolungare, dalla seconda settimana di dicembre, almeno l'orario dei negozi. E aperture in questo senso sono arrivate anche dal coordinatore del Comitato tecnico-scientifico Agostino Miozzo, secondo cui dopo il 4 dicembre "i negozi e i ristoranti potranno probabilmente ritornare a una semi-normalità se rispetteranno quelle regole. Sarà una quasi normalità, non un liberi tutti". Questo sarebbe possibile con un indice Rt stabilmente sotto quota 1 in tutte le regioni.