Il Lazio è stato inserito dal governo, sulla base della valutazione del Ministero della Sanità e dell'Istituto Superiore di Sanità, in zona gialla. L'analisi viene condotta prendendo in esame 21 indicatori, tra cui non solo l'indice Rt (l'indice di trasmissibilità del virus), ma anche la percentuale di occupazione dei reparti ospedalieri (terapie intensive e reparti ordinari). Per il momento l'emergenza non c'è, anche perché la Regione Lazio ha aumentato a 5.300 i posti a disposizione per pazienti Covid. Ma secondo gli esperti dell'Iss c'è il 50 per cento di probabilità che nei prossimi giorni venga superata la soglia critica di occupazione dei posti letto. Questo se la curva dei contagi non scenderà come spera il governo e come spera la Regione guidata da Nicola Zingaretti. Lo stesso governatore Laziale ha ammesso: "Se non si ferma curva del virus l'intero sistema italiano e anche quello del Lazio va in tilt. Se non si dovesse fermare la curva ci sarebbe un problema molto serio di ospitalità e di contenimento del sistema sanitario. Ci auguriamo e lavoriamo affinché le misure facciano rallentare la curva". L'Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) pubblica ogni giorno i dati sui ricoveri ospedalieri e questi sono i risultati del Lazio aggiornati a ieri, 11 novembre.

I ricoveri ospedalieri per Covid nel Lazio (aggiornati all'11 novembre)

Nel Lazio sono ricoverati in ospedale (dati aggiornati all'11 novembre) 3.168 pazienti Covid, cioè il 6 per cento rispetto al totale dei casi positivi al coronavirus. Circa 2900 sono ricoverati in condizioni non gravi e si tratta di circa 50 pazienti ogni 100mila abitanti, mentre il 255 pazienti sono quelli in condizioni critiche e ricoverati nei reparti di terapia intensiva (4 ogni 100mila abitanti del Lazio). Quelli più gravi rappresentano l'8 per cento dei ricoveri in totale. La percentuale del numero dei ricoveri in terapia intensiva sul totale è addirittura del 16 per cento in Umbria e del 13 per cento in Toscana.

Nel decreto legge del 19 maggio 2020 è stato fissato l'obiettivo di arrivare a 14 posti letto di terapia intensiva ogni 100.000 abitanti. Questo obiettivo ad oggi è stato raggiunto solo dalla Valle d'Aosta, dal Veneto, dal Lazio, dalla Sicilia e dal Friuli Venezia Giulia. Nel Lazio la Regione ha attivato complessivamente 969 posti di terapia intensiva, cioè 16,5 posti ogni 100mila abitanti. Prima dell'emergenza Covid i posti disponibili erano 9,6 ogni 100mila abitanti. Le Regioni con meno posti sono Sardegna, Campania e Calabria.

Dai grafici risulta che il Lazio è una delle Regioni che ricovera in percentuale più pazienti Covid, circa il 5,5 per cento, contro una media nazionale del 5,3 per cento. Si segnala, però, che i dati "non tengono conto delle differenze nella composizione della popolazione (per sesso, età, fattori di rischio) o per gravità di sintomi e condizioni cliniche, che possono determinare una diversa propensione alla ospedalizzazione".

La percentuale dei ricoveri in terapia intensiva

In generale nella regione amministrata da Nicola Zingaretti sono stati già occupati (dati, come detto, aggiornati all'11 novembre) il 47 per cento dei posti ordinari disponibili e il 21 per cento di quelli riservati ai pazienti critici (le terapie intensive). In una settimana la percentuale dei posti letto non di terapia intensiva è aumentata passando dal 39 per cento al 47 per cento. Quelli di terapia intensiva sono diminuiti, passando dal 23 al 21 per cento (probabilmente perché sono stati attivati più posti, anche se tra ieri e l'altroieri, per esempio, si è assistita a una lieve fluttuazione verso il basso del numero dei pazienti gravi ricoverati).

In generale in Italia più della metà dei posti letto ordinari (il 51 per cento per l'esattezza) sono occupati da pazienti Covid. Sempre il decreto legge del 30 aprile individuava al 40 per cento la soglia critica, che quindi anche il Lazio avrebbe superato di circa 7 punti percentuale. Ma in altre regioni la situazione è ancora più complicata: sono occupati il 99 per cento dei posti ordinari a Bolzano, il 92 per cento in Piemonte, il 75 per cento in Lombardia e il 70 per cento in Liguria. Per quanto riguarda le terapie intensive la soglia critica è stata individuata nel 30 per cento (nel Lazio, come detto, è occupato ad oggi il 21 per cento dei posti attivati).