Paolo Berdini si candida alle prossime elezioni comunali di Roma. L'assessore che doveva essere l'anima sinistra della giunta di Virginia Raggi, e che se ne è andato sbattendo la porta sulla questione dello stadio della Roma, accusando la sindaca di incoerenza e di essere ostaggio di altri interessi e poteri, vuole correre da solo in alternativa sia al Movimento 5 Stelle che alla coalizione di centrosinistra e al Partito Democratico.

L'urbanista si è dato tempo fino a dicembre per verificare le condizioni di una candidatura che fino a questo momento potrebbe vedere convergere sul suo nome Rifondazione Comunista e Potere al Popolo. Se è scontato l'appoggio del partito con la falce e martello, Potere al Popolo deve ancora scegliere dopo un lungo incontro avuto con Berdini e la squadra che sta lavorando al suo fianco. Ma non ci sarebbero solo le sigle della sinistra sinistra che con il Partito Democratico non vuole saperne di allearsi, l'ex assessore sta lavorando a costruire una rete di comitati e personalità per una lista civica in grado di correre su tutti e quindici i municipi della città. Per la civica c'è già il nome: ‘La Roma che vogliamo’. Non ci sarà invece Stefano Fassina, parlamentare di LeU e consigliere comunale che sta coordinando il progetto ‘Romaventuno’ che al momento però rientrerà nella coalizione di centrosinistra.

E per i candidati concorrenti a sinistra alle primarie del Partito Democratico, i minisindaci di VIII e III municipio Amedeo Ciaccheri e Giovanni Caudo, Berdini non usa parole tenere: “Ma è inutile che fanno i furbi Caudo e Ciaccher loro stanno con il baraccone del Pd. Io amo Ciaccheri, è un eccezionale presidente ma anche lui si è messo con il Pd, il partito che ha contribuito allo sfascio della città. Noi invece staremo fuori da questo perimetro. La politica è un mestiere difficile ed è vero che il settarismo fa male alla sinistra, nel Pd ci sono anche tante brave persone, non è il male assoluto. Ma in questo caso noi dobbiamo riportare al voto chi non vota più perché non vuole più saperne del Pd e non possono votare per Ciaccheri e per quanti sono legati al Pd”.

Nella corsa al Campidoglio c'è così un nuovo nome. Che qualcosa alla sinistra del Partito Democratico sarebbe spuntato era certo, ora come si dice in questi casi c'è anche il progetto. Da qua a Natale sapremo se Berdini scioglierà definitivamente la riserva.