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Operaio folgorato a Latina mentre lavora ai pannelli fotovoltaici: in due rinviati a giudizio

In due rischiano di essere rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio colposo per la morte di Boris Kandjikov operaio morto folgorato al lavoro nel 2022.
A cura di Beatrice Tominic
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Si trovava al lavoro con i pannelli fotovoltaici quando è stato ucciso da una scarica elettrica fortissima. Boris Kandjikov in quella tragica giornata dell'11 maggio del 2022 aveva 36 anni. Ed è morto sul colpo. Per quanto accaduto all'operaio sono due gli imputati che rischiano il rinvio a giudizio, entrambi originari di Bari: un quarantaseienne e un trentanovenne responsabile della società che aveva la manutenzione del centro fotovoltaico. Il reato contestato nei loro confronti dal pm titolare dell'inchiesta è quello di omicidio colposo.

Muore folgorato al lavoro: in due a rischio processo

I fatti, come anticipato, risalgono all'11 maggio del 2022 e sono avvenuti a Borgo Sabotino, in provincia di Latina, nel campo fotovoltaico in cui stava lavorando. Non appena avvenuto il terribile incidente sul lavoro, sono scattate le verifiche e i controlli per cercare di ricostruire le cause e le possibili responsabilità dell'accaduto. Al termine della chiusura delle indagini sono due le persone che rischiano il processo: l'udienza preliminare è fissata per il 19 maggio al Tribunale di Latina. Da una parte ci saranno i due a rischio processo. Dall'altra, invece, la parte offesa, composta dia familiari del giovane operaio, assistiti dall'avvocata Fermina De Bonis.

Le indagini sulla morte dell'operaio

Non appena arrivata la chiamata d'allarme sul posto sono arrivati i soccorsi. A dare l'allarme, non appena avuti i primi sospetti che qualcosa potesse essere andato come non avrebbe dovuto, sono stati i colleghi dell'uomo che non avevano avuto più sue notizie. Si erano molto preoccupati sentendo squillare il telefono del collega a vuoto.

Gli operatori sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso: sembra che abbia perso la vita sul colpo, secondo quanto restituito dall'autopsia. Oltre a loro sono presto arrivati anche i carabinieri, il personale dell'Ispettorato del Lavoro e quelli della Asl: si sono tutti occupati di ricostruire quanto avvenuto. Secondo quanto emerso al termine degli accertamenti, al momento della scossa l'impianto sarebbe stato scollegato. Ma ora spetta ai giudici prendere una decisione.

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