È morta la moglie del carabiniere cinquantasettenne Antonio Boccia, ferita a colpi di pistola dal marito il 16 aprile scorso a Marino, Comune in provincia di Roma. La donna, raggiunta da alcuni proiettili, si trovava ricoverata all'ospedale San Camillo in prognosi riservata, le sue condizioni di salute erano gravissime. Poi il decesso sopraggiunto nelle scorse ore. Il militare, che lavorava presso la direzione di servizio antidroga di via Anagnina, l'ha ferita al torace, alla gamba e al braccio con l'arma di ordinanza e si è suicidato. Sulla drammatica vicenda di omicidio suicidio indagano gli agenti della Polizia di Stato e della Scientifica. La notizia della scomparsa di Anna Maria ha scosso la comunità. Cinquant'anni, insegnante, era molto conosciuta in città ed era responsabile di una scuola di Frattocchie.

Anna Maria ferita a morte dal marito carabiniere

La tragedia che ha portato alla scomparsa di Antonio Boccia prima e di Anna Maria a distanza di cinque giorni risale al pomeriggio dello scorso venerdì e si è consumata all'interno del loro appartamento dei Castelli Romani, dove la coppia, originaria di Sarno, viveva. Da quanto è emerso in sede d'indagine, per motivazioni non note e in corso d'accertamento, probabilmente al culmine di una discussione per motivi di gelosia e perché era in corso una rottura tra i due, il militare ha impugnato la pistola puntandola contro sua moglie e ha sparato diversi colpi, provocandole ferite gravi e si è sparato. A dare l'allarme i vicini di casa che, dopo aver udito dei colpi di pistola, hanno chiamato il Numero Unico delle Emergenze 112 e hanno chiesto l'intervento urgente di un'ambulanza. Arrivati sul posto i paramedici hanno trovato il carabiniere esanime in salone, morto sul colpo, mentre la donna era sdraiata sul pavimento tra la porta di casa e la veranda, in una pozza di sangue in fin di vita. Per il militare non hanno potuto far altro che constatarne il decesso, mentre la donna è stata trasportata in ospedale a Roma, dove i medici hanno fatto il possibile per salvarle la vita, poi la tragica notizia a distanza di pochi giorni.