Nuovo Policlinico Umberto I, parte il progetto: come sarà tra edifici da demolire e vincoli storici
Un nuovo complesso ospedaliero, la demolizione integrale di alcuni edifici e il recupero di altri tutelati dal punto di vista storico e architettonico. Prende forma il progetto del nuovo Policlinico Umberto I di Roma, per il quale è previsto un finanziamento di un miliardo di euro a carico dell'Inail. Il commissario straordinario e presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha firmato un'ordinanza, pubblicata lo scorso 31 ottobre in Gazzetta Ufficiale, con cui ha avviato la conferenza di servizi decisoria per arrivare all'approvazione del DIP, Documento di indirizzo alla progettazione, e procedere successivamente con le fasi progettuali.
La conferenza avrà tempi serrati: tutti gli enti coinvolti avranno dieci giorni dalla notifica per trasmettere pareri e determinazioni in merito, con l'eventuale riunione telematica fissata per il 5 novembre. Il commissario straordinario dovrà approvare il DIP entro i cinque giorni successivi alla scadenza del termine per depositare i pareri. In seguito, come spiegato dal presidente Rocca, "sarà pubblicata la gara per la progettazione ufficiale, che occuperà 8 mesi, e poi la gara internazionale per la costruzione. La sola progettazione del nuovo Policlinico Umberto I costerà oltre 50 milioni".
Come sarà il nuovo Policlinico Umberto I
L'ordinanza firmata da Rocca anticipa alcune delle indicazioni del progetto, che dovrà fare necessariamente i conti con la storia architettonica del complesso e con la sua tutela, richiesta dagli organi di tutela del patrimonio culturale. Per esempio, è prevista la demolizione integrale dell'edificio 40. Per quanto riguarda il complesso di Malattie Infettive e l'Aula Giuseppe Giunchi, la demolizione è ammessa in linea di principio, ma dovranno essere conservati alcuni elementi architettonici storici. Diverso, invece, è il destino dell'ex Lavanderia, un edificio progettato da Giulio Podesti nel 1897. Inizialmente era stata valutata una demolizione parziale, ma la Commissione regionale per il patrimonio culturale ha imposto il restauro conservativo integrale.
Il nuovo complesso, come spiega un report dell'Università Sapienza, vedrà una riorganizzazione delle principali funzioni ospedaliere. Sono previste degenze mediche e chirurgiche, con camere a due posti letto e relativi servizi, oltre a day hospital, blocco operatorio e terapia intensiva. La struttura comprenderà anche un nuovo pronto soccorso, un sistema di accoglienza, servizi di diagnostica per immagini e poliambulatori, oltre ad altre attività di diagnosi e terapia. Il progetto prevede infine la realizzazione di un parcheggio interrato.
I vincoli per tutelare gli edifici storici e l'area archeologica
La Commissione regionale per il patrimonio culturale ha stabilito che la progettazione del nuovo complesso dovrà essere "inscindibile e unitaria rispetto a un progetto complessivo di recupero e restauro dell'edificato storico". Il recupero del patrimonio storico esistente dovrà essere quindi centrale nel nuovo Policlinico. La Soprintendenza, inoltre, manterrà poteri di controllo nelle fasi successive e sarà coinvolta nella tutela archeologica durante demolizioni e scavi. In particolare, è prevista la salvaguardia dell'area sottostante l'attuale edificio di Urologia, dove sarà necessaria un'assistenza archeologica continuativa.
In generale, i nuovi edifici non dovranno superare i 30,40 metri di altezza e dovranno essere mantenuti gli accessi storici, la cancellata, il muro perimetrale e, più in generale, gli allineamenti storici preesistenti.
Probabilmente non sarà facile arrivare a un progetto condiviso. Da una parte, infatti, la Commissione per il patrimonio impone vincoli su edifici e altezze; dall'altra, l'Agenzia del Demanio sostiene, per esempio, che alcune di queste prescrizioni sarebbero incompatibili con gli obiettivi di efficienza e sicurezza del nuovo ospedale.