No Kings, domani la manifestazione a Roma contro guerra e autoritarismo: “Saremo centinaia di migliaia”

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Manifestazione del movimento No Kings a Bologna (Lapresse)
Sabato 28 marzo la manifestazione No Kings a Roma, da piazza della Repubblica a San Giovanni, contro guerra e governo Meloni. Oltre settecento sigle partecipanti.

Sono previste in circa 15mila per il corteo No Kings che sabato 28 marzo attraverserà Roma partendo da piazza della Repubblica alle 14 per finire a San Giovanni, ma gli organizzatori puntano più in alto. Una manifestazione su cui c'è tanta curiosità, forse montata anche dal grande concerto gratuito di venerdì 27: una scaletta infinita a partire dalle 15 fino a mezzanotte. Fra chi marcerà "contro l'autoritarismo, contro la guerra, contro il genocidio" anche la Cgil, sindacati studenteschi, centri sociali e associazioni di volontariato e del movimento per la Palestina. Tutti riuniti dietro un unico striscione per chiedere anche le dimissioni del governo Meloni.

Manifestazione in contemporanea con USA, Londra e Atene

"I decreti sicurezza, la svolta autoritaria, il premierato, l’attacco alla giustizia, la normalizzazione dell’idea che manifestare non sia più un diritto, e che la deportazione di massa di persone migranti non sia un crimine. Non sono provvedimenti separati: sono un progetto di società – si legge nel comunicato che lancia la manifestazione -. Un progetto comune che lega il governo Meloni alla traiettoria globale dell’autocrazia e del potere oligarchico, da Trump in poi, mentre la guerra continua a essere usata come orizzonte permanente del cosiddetto Board of Peace". Così come è legato al resto del mondo l'idea stessa di un'azione "Contro i Re e le loro guerre", slogan della manifestazione.

Il movimento No Kings è nato nell'estate 2024 negli Stati Uniti contro le politiche interne ed estere del presidente Donald Trump, considerate autoritarie e guerrafondaie. Da oltreoceano le parole d'ordine e il simbolo della corona sbarrata sono arrivate in Europa. Sabato 28 marzo, infatti, vari cortei si terranno in contemporanea a quello di Roma anche a Londra, Atene e in centinaia di città statunitensi.

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Manifestazione No Kings a Los Angeles del 14 giugno 2025 (Lapresse)

Contro i re e le loro guerre, ma anche contro il governo Meloni

La rete di associazioni che ha costruito il corteo di domani, attraverso varie assemblee nazionali e locali, si inserisce nel solco delle manifestazioni della scorsa primavera contro il decreto sicurezza, contro il progetto di riarmo europeo di giugno e contro il genocidio di Gaza di questo autunno. No Kings vuole provare a tenere insieme tutto questo e molto altro ancora. "Più peggiorano le condizioni di vita, più si svuotano le tasche delle persone, lasciando decadere l’industria, la scuola, la scienza e il lavoro, più diventa necessario, per chi è al governo di questo progetto, spingere verso paura, nazionalismo e riconversione bellica", continua il comunicato di lancio. La giornata si aprirà con la Marcia degli Invisibili, alle 12 dalla fermata della Metro B Colosseo, "contro le politiche di deportazione e contro le morti nel Mediterraneo, frutto delle leggi della fortezza Europa".

Il corteo, però, arriva anche a pochi giorni dalla vittoria del No nel referendum costituzionale sulla giustizia. Il risultato ha aperto un momento di crisi – non si sa quanto profonda – nel governo di Giorgia Meloni e chi sfilerà domani da piazza della Repubblica a San Giovanni lo farà anche per chiedere un cambiamento nella politica interna.

Chi parteciperà al corteo No Kings a Roma

"Saremo centinaia di migliaia, una grande marcia popolare per invadere Roma e bloccarla con i nostri corpi – ha dichiarato Luca Blasi, portavoce di No Kings Italia e assessore alla Cultura e alla Casa del III municipio -. Sono sicuro che sarà una piazza gigantesca, persino oltre le nostre aspettative. Non riusciamo nemmeno a contare i treni e i pullman". Fra i partecipanti anche Cgil, Fiom, Arci, Disability Pride e altre 700 sigle circa.

Presenti anche molti centri sociali della Capitale – come Acrobax, Esc e La Strada – e di altre zone d'Italia – in particolare dal Nord-Est. Possibile una delegazione molto ridotta dall'Askatasuna di Torino, che attraverso i suoi canali non ha rilanciato la manifestazione. Molto lontana anche l'ipotesi di vedere attivisti dell'area anarchica, distantissima per metodi e idee.

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