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Muore schiacciata da un pioppo: “L’albero era malato, bastava un controllo per rimuoverlo”

L’albero che ha schiacciato e ucciso Francesca Ianni era malato, ma non aveva mai ricevuto diagnosi: “Il fungo aveva compromesso la stabilità dell’albero”.
A cura di Beatrice Tominic
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A sinistra, Francesca Ianni.
A sinistra, Francesca Ianni.

Continuano le indagini sulla morte di Francesca Ianni, la donna morta schiacciata dal crollo di un pioppo cipressino il 23 dicembre 2024 all'interno di Parco Labor, di Colli Aniene, a poca distanza dall'area giochi dove si trovavano i suoi tre bambini.

Oltre alla donna, morta sul colpo dopo l'impatto fatale con l'albero, nel tragico incidente è rimasta gravemente ferita anche l'amica che si trovava al suo fianco, seduta sulla panchina. A oltre un anno di distanza dalla tragedia, emergono nuove informazioni sullo stato del pioppo.

Francesca Ianni, travolta da un albero malato

Che l'albero fosse malato e che dovesse essere spostato era chiaro già da tempo. Nel particolare, però, oggi conosciamo anche il morbo che lo aveva colpito: si tratta di una patologia comune, detta "carie bianca" ed è un fungo in grado di compromettere la struttura legnosa dell'albero e la capacità di ancoraggio della pianta al terreno che, come abbiamo visto, è crollata con il primo vento.

La situazione che emerge è quella di una gestione sciatta e negligente del parco la cui responsabilità ricade sulla direttrice del verde capitolino e sul funzionario del servizio ambientale del IV municipio, che rischiano il processo.

Secondo la Procura nessuna analisi sull'albero

All'interno del parco in cui avvenne il crollo sono stati eseguiti diversi controlli: due alberi uguali a quello che ha ucciso Ianni sono stati trasferiti, poiché a rischio. Sul pioppo interessato, invece, non è stata svolta alcuna analisi. Si tratta di omissioni, che si sono rivelate fatali, contestate dai magistrati ai due dirigenti che oggi sono chiamati a rispondere di omicidio colposo.

I primi accertamenti sono iniziati già nell'anno precedente al crollo, fra il 2022 e il 2023: già all'epoca la presenza dei pioppi aveva fatto scattare ulteriori verifiche a cui, poi, è seguita la rimozione di due degli alberi, considerati da abbattere a causa delle condizioni di salute.

Perché il terzo pioppo malato è rimasto fuori dalle rimozioni

Dopo la rimozione di due alberi, la domanda che resta senza risposta riguarda i motivi per cui non fu eliminato il terzo albero, sottoposto soltanto a una valutazione tecnica visiva e non a un'indagine fitostatica e fitoiatrica".

La verifica approfondita che era prevista secondo l'accordo quadro triennale per il servizio di gestione del verde pubblico non è mai stata mai svolta e l'albero è sfuggito al censimento. Un controllo approfondito sulla pianta, però, avrebbe permesso di scoprire la patologia dell'albero. Una volta eseguita la diagnosi, poi, sarebbe stato possibile rimuovere l'albero, abbattendolo prima del crollo, come previsto dal regolamento del verde pubblico e privato ed del paesaggio di Roma Capitale, le linee strategiche sul verde urbano e le regole tecniche e delle buone prassi indicate a livello ministeriale.

Stando a quanto emerge, senza le omissioni da parte di municipio e comune, il crollo si sarebbe potuto evitare:  ora spetta agli avvocati Renato Archidiacono e Giovanni Benzi intraprendere l’azione civile di risarcimento nei confronti di Roma Capitale: "Ora che abbiamo individuato cause e responsabilità, possiamo agire".

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