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1 Luglio 2022
7:56

Morto in mare a Passoscuro: Jame ha salvato i figli e la moglie dalle onde, poi ha avuto un malore

L’uomo morto mercoledì 29 giugno a Passoscuro ha prima salvato la famiglia dal mare prima di avere un malore. Si chiamava Jame Bolivar.
A cura di Natascia Grbic
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Si chiamava Jame Bolivar, l'uomo di cinquant'anni morto mercoledì 29 giugno sulla spiaggia di Passoscuro, vicino Fregene. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, l'uomo ha avuto un malore dopo aver salvato la moglie e i suoi due figli dalla forte corrente del mare, che li stava facendo annegare. Era rimasto solo lui in acqua: quando il bagnino lo ha raggiunto, era ormai troppo tardi, Jame era privo di sensi. Portato a riva, è stata tentata la rianimazione prima dal bagnino, poi dal personale sanitario del 118 giunto sul posto. Gli operatori hanno chiamato l'eliambulanza per trasportarlo urgentemente in ospedale, ma non c'è stato nulla da fare: Jame è stato dichiarato morto dopo quaranta minuti di tentativi di rianimazione, tra lo strazio della sua famiglia presente sulla spiaggia.

Il mare nella giornata di mercoledì era particolarmente agitato. Forti le onde e le correnti, che hanno messo in difficoltà la famiglia, entrata in acqua per un bagno. Sin da subito, anche a causa delle ‘buche' sul fondale, che da basso diventa immediatamente alto, Jame e la sua famiglia hanno avuto difficoltà. I due figli e la moglie hanno cominciato ad annaspare e ingoiare acqua, non riuscendo a tornare a riva. Jame li ha aiutati, ma poi è stato vinto dalla stanchezza. Non è ancora chiaro al momento se sia morto per un annegamento o per un infarto dovuto al grande sforzo.

Nelle ultime due settimane sono tre le persone morte a Passoscuro. "In spiaggia bisognerebbe sempre affidarsi alle competenze degli assistenti bagnanti, che sono preposti alla sicurezza in mare –ha dichiarato a Fanpage.it Giuseppe Andreana, coordinatore della Sezione Salvamento del Comitato regionale Lazio della Federazione Italiana Nuoto – Serve fare attenzione sulle condizioni del mare dove ci si immerge. La maggior parte delle persone quando capita non si accorge di trovarsi di fronte a correnti di risacca, che spingono al largo: se non ci sono gli assistenti bagnanti l'esito è drammatico. Non bisogna sopravvalutare le proprie condizioni fisiche, perché entrare in acqua è un impegno per il nostro corpo, se non ci si sente bene è meglio non farlo. Opportuno è inoltre mangiare leggero. Il sistema di assistenza e soccorso dovrebbe essere sempre compatibile con le caratteristiche del litorale".

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