Morte Dafne Rebaudo, il compagno indagato torna libero. La madre di lei: “Non è giusto, potrebbe fuggire”

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Dafne Ribaudo e sua madre Laura
La madre della giovane Dafne Ribaudo, precipitata da un palazzo di Tor Bella Monaca lo scorso luglio, teme che l’uomo, ancora formalmente indagato per la morte della figlia, possa fuggire in Tunisia.

Da alcuni giorni Mohamed Trabelsi, accusato di aver spinto nel vuoto la sua fidanzata 30enne Dafne Ribaudo dal terrazzo di un palazzo a Tor Bella Monaca, è tornato libero. Una notizia che ha sconvolto la madre della ragazza, che a Fanpage.it ha dichiarato: "Ho paura che possa fuggire in Tunisia". Trabelsi resta indagato per la morte di Ribaudo, precipitata da via dell'Archeologia il 13 luglio scorso. La sua morte era stata inizialmente considerata un suicidio ma successivamente era stata riqualificata come omicidio. Sullo sfondo un luogo diventato ormai ritrovo per spacciatori e tossicodipendenti.

L'uomo torna libero

Da alcuni giorni però il Tribunale del Riesame ha rimesso in libertà l'uomo, annullando di fatto la misura cautelare in carcere. Non sono state ancora depositate le motivazioni del provvedimento ma la scelta sarebbe arrivata dopo che un consulente della procura avrebbe rilevato che il corpo della ragazza non sarebbe stato spinto in maniera violenta e volontaria ma più probabilmente da una caduta accidentale al culmine di una lite. Per il 40enne, che si è sempre dichiarato innocente anche quando è stato portato davanti al gip i primi di agosto, potrebbe concretizzarsi l'ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale. Nel frattempo le indagini continuano per ricostruire cosa è accaduto quella notte ma i dubbi sulla dinamica della caduta hanno intanto fatto aprire le porte del carcere per l'indagato.

La reazione della madre

La notizia della scarcerazione di Mohamed Trabelsi ha preoccupato molto Laura, la madre della giovane. "Ho paura che possa fuggire in Tunisia, non capisco perché sia stato valutato che non ci sarebbe un pericolo di fuga dal Tribunale del Riesame", ha detto a Fanpage.it. L'ipotesi di una spinta accidentale non convince mamma Laura: "Per me c'è stata una lite, lo dicono anche alcuni testimoni di averli sentiti litigare. Ci sarà stata una colluttazione, ma come si può parlare di un gesto accidentale quando una ragazza di appena 40 kg è volata giù dal decimo piano di un palazzo".

La donna poi ci tiene a sottolineare anche quello che è accaduto dopo la caduta della figlia. "Lui non ha allertato i soccorsi, è semplicemente andato via e mia figlia è rimasta un corpo senza nome per ben 7 giorni. Sono state le telecamere ad incastrarlo e a far crollare il suo alibi, perché non si è presentato dalla polizia per consegnare la borsa di mia figlia o dare informazioni utili se era stato solo un incidente?". Mohamed aveva infatti dichiarato alla polizia di essere rientrato solo alle 5 del mattino ma era stato smentito dalle telecamere che lo hanno inquadrato proprio nel palazzo al momento della tragedia.

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