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Morì a 17 anni in un incidente, la madre: “Tre anni per avere giustizia, molte cose non tornano”

Convocata l’udienza preliminare per la morte di Giulia Capraro dopo l’incidente del 2023. La madre: “Molti aspetti non tornano”. Un 22enne accusato di omicidio colposo.
A cura di Francesco Esposito
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Giulia Capraro e sua madre Antonella Zevini
Giulia Capraro e sua madre Antonella Zevini

Si potrebbe finalmente arrivare a un processo per la morte di Giulia Capraro, deceduta a diciassette anni in un incidente stradale fra Marino e Castel Gandolfo il 13 giugno del 2023. Quasi tre anni dopo, il 17 febbraio si terrà l'udienza preliminare che deciderà sul rinvio a giudizio di Martin Maiuri, all'epoca ventenne, che quella sera era alla guida della Renault su cui viaggiava anche la diciassettenne e che è accusato di omicidio colposo. "Mi aspetto la verità totale sulla morte di Giulia – ha dichiarato a Fanpage.it la madre della ragazza, Antonella Zevini – mi aspetto che il giudice legga con attenzione anche i molti aspetti che per me non tornano".

Quasi tre anni per arrivare all'udienza preliminare

La fase istruttoria portata avanti dalla procura di Velletri è stata lunghissima e sofferta per Antonella, assistita come parte civile dall’avvocato Ilaria Cavallin. Le indagini preliminari si sono chiuse a luglio 2024, ma per quasi due anni non è stata convocata l'udienza. "Niente ridarà la vita a mia figlia – continua la mamma di Giulia – ma credo che questi tempi creino un danno a tutti i coinvolti. Non solo a chi ama la vittima, ma anche a chi è coinvolto ma è innocente, a chi è responsabile ed alla Società tutta".

Eppure anche Antonella Zevini ammette che ci sono dei passaggi ancora oscuri nella vicenda che vorrebbe siano chiariti e che possono aver rallentato le procedure della procura. "Vorrei che venisse tenuto conto che l'auto dove viaggiava Giulia da passeggera aveva quattro pneumatici diversi, usurati e risalenti a dieci anni prima – dice Antonella – che mi spieghino perché l'alcool test non è stato effettuato nell'immediatezza su Martin Maiuri, che era alla guida della Clio, che ha invaso l' altra corsia, come non è stato ritirato il suo cellulare o accettate le mie svariate istanze". Fra queste anche quella di accesso agli atti depositata al Consiglio Superiore della Magistratura e respinta. "Mi aspetto una sentenza che tenga conto delle incongruenze che ho dovuto leggere nelle memorie difensive dell'imputato", aggiunge.

L'incidente in cui è morta Giulia Capraro

Quello che sappiamo è che, la sera del 13 giugno 2023, Giulia era in auto insieme a due ragazzi di vent'anni. Alla guida c'era Martin Maiuri, percorrevano viale Bruno Buozzi a Marino diretti ad una festa di fine anno scolastico. La ragazza sedeva al posto del passeggero con la cintura di sicurezza allacciata. La Renault Clio su cui viaggiavano i giovani avrebbe invaso la corsia di marcia opposta scontrandosi con un'Audi, guidata da un uomo di quarantasette anni.

Giulia è morta sul posto. Non è servito il massaggio cardiaco degli operatori della Croce Rossa dopo che è stata estratta dal veicolo. Il 3 luglio avrebbe compiuto diciotto anni. Maiuri è accusato di omicidio colposo. Gli è contestato, inoltre, di aver violato le norme del codice della strada: non avrebbe rispettato i limiti di velocità e non avrebbe guidato con cautela e tenendo in conto le condizioni meteo e della strada.

Giulia Capraro
Giulia Capraro

La mamma di Giulia: "Voleva diventare una giornalista o un magistrato"

Antonella era lì quando il corpo della figlia è stato estratto dal veicolo distrutto. Ricorda bene quel momento, ma preferisce parlare della vita della diciassettenne: "Voleva diventare una giornalista, o anche un magistrato e credeva nei diritti di tutti nonostante la sua giovane età. Oltre al danno irreparabile, questi lunghi tempi mi hanno fatto aprire gli occhi su una realtà che purtroppo non è solo la mia ma quella di tantissimi altri familiari in Italia".

Adesso un processo potrebbe almeno dare giustizia alla famiglia, ma in questi anni l'attesa è stata straziante. "Quello che avrei voluto è che Giulia facesse la sua vita – commenta Antonella -, ma sarebbero stati graditi comportamenti rispettosi da parte di tutti, senza menzogne, omissioni, errori e ritardi. Del resto non ho ricevuto neanche una parola, un telegramma, da chi guidava la Clio o dalla sua famiglia, nonostante io prima del funerale di mia figlia mi sia fatta accompagnare da lui per verificare personalmente che stesse bene", ricorda con rammarico.

"Per tre anni la legge si è comportata come se non fosse successo niente"

Martedì 17 febbraio il giudice per l'udienza preliminare stabilirà se dare inizio al processo, come richiesto dalla procura, o archiviare il caso. E se questo tempo sia passato invano o no. "Il messaggio che passa è che puoi uccidere e per quasi tre anni la legge si comporta come se quella vita non fosse mai esistita – conclude la mamma di Giulia Capraro -. Non mi rimane che sperare nel Giudice per poi poter proseguire il mio lutto al servizio della società, come Giulia avrebbe voluto e come sto cercando di fare".

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