Montespaccato, definitiva la confisca dei beni di Franco Gambacurta: il centro sportivo resta all’Asilo Savoia

Dopo quasi otto anni di battaglie giudiziarie, rinvii e sentenze ribaltate, la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la confisca del Montespaccato Calcio e del centro sportivo Don Pino Puglisi, beni riconducibili a Franco Gambacurta, già condannato in via definitiva a 30 anni di carcere. La decisione della V Sezione penale chiude uno dei capitoli più lunghi e complessi legati all’operazione Hampa, il maxi blitz del 2018 che portò a 58 arresti per reati aggravati dal metodo mafioso.
Una vicenda processuale durata otto anni
La sentenza mette fine a una lunga vicenda processuale iniziata nel luglio 2018, quando il Tribunale di Roma dispose il sequestro preventivo della polisportiva e dell’impianto sportivo nell’ambito dell’inchiesta contro il clan guidato da Gambacurta. Da allora la gestione del centro era stata affidata in via temporanea all’associazione servizi alla persona Asilo Savoia, che insieme alla Regione Lazio aveva avviato il progetto ‘Talento & Tenacia – crescere nella legalità', trasformando il campo sportivo in un presidio sociale dedicato a sport, inclusione e formazione per i ragazzi del quartiere. Ed è stata proprio Asp Asilo Savoia a rendere nota la sentenza.
Il percorso giudiziario fino ad oggi è stato travagliato e scosso da continui colpi di scena. Dopo una prima conferma della confisca, nel 2022 la Cassazione ha disposto un rinvio alla Corte d’Appello. Da lì è arrivata, nel giugno 2024, una revoca parziale della misura per prescrizione che ha riportato incertezza sul futuro dell’impianto e provocato forti preoccupazioni nel quartiere di Montespaccato.
La Procura generale ha poi ottenuto la sospensione di quella decisione e la vicenda e arrivata ancora una volta davanti alla Cassazione, che ha disposto un secondo rinvio. A gennaio 2026 la Corte d’Appello confermò infine la confisca integrale dei beni legati a Gambacurta, comprese le quote della società proprietaria del centro sportivo. Adesso è arrivata anche la parola definitiva della Suprema Corte.
Asilo Savoia: "Contavamo i giorni per la sentenza"
"Dal 30 aprile contavamo i giorni per avere notizie della decisione assunta dalla Corte di Cassazione", ha dichiarato il presidente dell’Asilo Savoia Massimiliano Monnanni, ricordando anche il flash mob organizzato davanti al Palazzo di Giustizia durante la camera di consiglio. "La confisca definitiva crea le condizioni per chiudere la gestione transitoria assunta dall’Asp nel luglio 2018. Ora possiamo finalmente riprendere il percorso di azionariato popolare avviato nel 2023. Già oggi, nell'evento ideato per celebrare i dieci anni di ‘Talento & Tenacia', "avremo modo di illustrare in dettaglio cosa accadrà dopo questa sentenza e il percorso istituzionale e giuridico che intendiamo proporre a Governo, Regione e Comune per evitare che la conclusione della fase straordinaria di gestione diretta dell'Asilo Savoia impatti negativamente sulla continuità delle attività sportive a valenza sociale che stanno cambiando il volto di quartieri come Montespaccato e Nuova Ostia".
Quello che fino a pochi anni fa era considerato uno dei simboli del potere criminale nella zona ovest della Capitale viene oggi raccontato dalle istituzioni come un modello di riutilizzo sociale di beni sottratti alla criminalità organizzata.