Metro C, associazioni contro la futura fermata di Chiesa Nuova: “Rischi archeologici e ai monumenti”

A Roma non proprio tutti vogliono la metro. Le associazioni Italia Nostra, Assoutenti, TrasportiAmo e Utenti Trasporto Pubblico hanno inviato al Comune di Roma una proposta di "revisione strategica delle infrastrutture" per quanto riguarda il percorso della linea C nel centro storico. In particolare, chiedono di eliminare la fermata Chiesa Nuova, considerata "ad alto impatto monumentale ed archeologico oltre che economico", e di sostituirla con un prolungamento dal tram 8 dal capolinea attuale di piazza Venezia a fino piazza Risorgimento.
La proposta di Italia Nostra per Chiesa Nuova
Italia Nostra, associazione che da più di 70 anni si batte per la preservazione dei beni naturalistici e monumentali del nostro Paese, e le altre sigle propongono di cancellare la fermata e, con i fondi risparmiati, prolungare le linea tranviaria 8 e procedere subito alla realizzazione della TVA, la tranvia Termini-Vaticano-Aurelio, un progetto ancora in fase di rifinitura.
In tal modo, scrivono le associazioni, si potrebbero "ottimizzare le risorse economiche", ma anche "evitare potenziali gravi interferenze al patrimonio monumentale e archeologico, ridurre tempi e rischi di realizzazione nonché iniziare la tratta da Termini ad Argentina, potenziare l’integrazione tra rete tranviaria e Metro C, migliorando concretamente l’intermodalità, eseguire da subito un’opera utile e funzionale per le infrastrutture esistenti e future".
La fermata Chiesa Nuova della metro C
La stazione Chiesa Nuova sorgerà in prossimità della Chiesa di Santa Maria in Vallicella e dell'Oratorio dei Filippini, nel cuore del centro storico di Roma. Si svilupperà su sei livelli interrati, con uno scavo fino a 43 metri di profondità ed è prevista anche una musealizzazione dei reperti rinvenuti nel corso dei lavori.

Non è la prima volta che vengono sollevati dubbi sul progetto della fermata di Chiesa Nuova, che fa parte della tratta T2 e dovrebbe sorgere su Corso Vittorio, a circa 1200 metri da quella di Piazza Venezia e a 643 da Castel Sant'Angelo. Proprio per cambiare il suo posizionamento, giudicato sbilanciato, a maggio 2024 l'Assemblea Capitolina aveva votato una mozione urgente. A gennaio 2025, però, il Comune aveva stralciato l'emendamento al progetto poiché avrebbe comportato la perdita dei finanziamenti governativi.
Un cambio del progetto avrebbe, inoltre, fatto scalare tutte le tempistiche di tutta la tratta T2 (già in fase di realizzazione a piazza Venezia). Anche per questo è molto improbabile che la proposta delle associazioni possa essere recepita dall'amministrazione, che prevede di iniziare a scavare i tunnel entro il 2026.