Maria, dal carcere di Rebibbia al Teatro dell’Opera come Desdemona: “Ho ritrovato parti di me perse da anni”

Il laboratorio teatrale della compagnia ‘Le Donne del Muro Alto’ debutta fuori da carcere con una riscrittura dell’Otello al femminile, in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma.
Maria nei panni di Desdemona al Teatro dell’Opera
Maria nei panni di Desdemona al Teatro dell’Opera

Maria Dorota, Clizia e Lucia sono quattro detenute del carcere di Rebibbia. Ieri sera per la prima volta si sono esibite come attrici fuori dalle mura carcerarie, su un vero palco al teatro Nazionale del Teatro dell'Opera di Roma e davanti ad una sala piena. Non avevano mai recitato all'esterno del contesto carcerario e questo rappresenta un modo per portare fuori la voce da dentro, da dentro loro stesse e da dentro la loro cella.

Dal carcere di Rebibbia al Teatro dell'Opera

A guidarle c'è Francesca Tricarico, regista e ideatrice della compagnia ‘Le Donne del Muro Alto', che dal 2013 porta i laboratori teatrali all'interno delle carceri di tutta Italia. "Abbiamo deciso di rappresentare questa versione al femminile dell'Otello. Abbiamo capito che si voleva parlare del potere manipolativo delle parole, le parole che utilizziamo con le nostre compagne di detenzione, con le istituzioni, con i familiari. Ci serviva però un contenitore che facesse eco al carcere e quindi abbiamo trovato la storia di questa nave realmente esistita, che alla fine del Settecento deporta 250 donne detenute dall'Inghilterra all'Australia, per popolare le colonie penali. E così nasce l'idea di questa storia".

Le storie

Le detenute del carcere di Rebibbia in scena
Le detenute del carcere di Rebibbia in scena

Tra le attrici che stanno finendo di scontare la loro pena in carcere, incontriamo Maria. Ha 49 anni, è di Noto e veste i panni di Desdemona in questa versione femminile dell'Otello. "Piano piano mi sono sentita bene con me stessa e mi sono aperta – ci racconta Maria parlando della sua scoperta del mondo teatrale in carcere – perché io ero molto chiusa in me stessa e piano piano ho ritrovato dei pezzi che avevo sparsi da molti anni. Non sono ancora completa, è una sorta di puzzle a cui mancano ancora dei pezzi, ma ci sono".

Lucia ha 71 anni ed è la veterana della compagnia: "Ho già recitato negli anni ma sempre in carcere, stavolta è un po' diverso" ammette sorridendo mentre sta finendo di prepararsi in camerino. Mentre sta finendo di scontare la sua pena, Lucia si è iscritta all'università e proprio ieri ha superato un esame di teatro moderno e contemporaneo.

Tutte, mentre provano le loro battute a poche ore dal debutto, riflettono anche sul loro futuro: "Il mio futuro sicuramente sarà migliore pieno di amore pace e gioia" ci dice Dorota, concludendo con un grande sorriso.

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