Confermata anche in appello la condanna a 6 anni di reclusione per l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Coinvolto nelle indagini su un filone dell'inchiesta sul Mondo di Mezzo (Mafia Capitale), l'ex primo cittadino è accusato di corruzione e finanziamento illecito. Per gli inquirenti Alemanno era il punto riferimento politico dell'organizzazione di Massimo Carminati e Salvatore Buzzi. Da loro avrebbe ricevuto in cambio quasi 300mila euro tra il 2012 e il 2014.

Alemanno: "Sono sconcertato, corrotto senza corruttore"

Il procuratore generale Pietro Catalani aveva chiesto ai giudici che all'ex sindaco fosse contestato solo il reato di corruzione e non quello di finanziamento illecito. L'ex primo cittadino, difeso dagli avvocati Pietro Pomanti e Filippo Dinacci, era presente in aula al momento della lettura della sentenza.  "Sono sconcertato, perché questa sentenza di Appello pur di condannarmi smentisce una decisione della Cassazione secondo cui i miei coimputati sono stati riconosciuti colpevoli di traffico di influenze. A questo punto io sono ‘un corrotto senza corruttore'. Evidentemente mi sono corrotto da solo. Proclamo la mia innocenza come ho fatto dal primo giorno. Faremo ricorso in Cassazione. Sono sconcertato", il primo commento di Gianni Alemanno.

Le tesi degli inquirenti: Alemanno punto di riferimento di Buzzi e Carminati

Secondo il pm Luca Tescaroli Alemanno era "l'uomo politico di riferimento dell'organizzazione Mafia Capitale all'interno dell'amministrazione comunale, soprattutto, in ragione del suo ruolo apicale di sindaco. Inserito al vertice del meccanismo corruttivo ha esercitato i propri poteri e funzioni illecitamente e curato la raccolta delle correlate indebite utilità, prevalentemente tramite terzi propri fiduciari per schermare la propria persona. Gli uomini di fiducia, indagati e alcuni anche condannati in Mafia Capitale, sono stati proiezione della persona di Alemanno, che ha impiegato per la gestione del proprio potere, e si sono interfacciati con gli esponenti apicali di Mafia Capitale, suoi corruttori (Buzzi e Carminati)".