Era stata denunciata e portata in Tribunale per aver violato i sigilli dell'erogazione del gas metano per un consumo totale di 551,05 euro. Le avevano staccato il gas, ma lei lo ha riattaccato per cucinare e scaldare la casa. Con due figli piccoli e un marito in difficoltà per la crisi economica, non avevano i soldi per pagare le bollette. Ma non poteva nemmeno permettere che i bambini avessero freddo e fame. Il giudice ha così assolto la donna dall'accusa di aver rubato il gas: la difesa è infatti riuscita a dimostrare che non aveva violato i sigilli per arrecare un danno alla società che erogava la fornitura, ma perché spinta da una situazione di necessità. La vicenda è riportata da Il Messaggero, l'episodio è avvenuto a Frosinone.

L'avvocato che ha rappresentato la donna durante il processo ha illustrato i motivi che hanno spinto la 41enne a violare i sigilli. Non l'aveva fatto ovviamente per violare la legge, ma perché si trovava in un grave stato di bisogno. Lei non aveva un impiego, il marito – un piccolo imprenditore edile – a causa della crisi era rimasto senza lavoro. E i soldi per pagare le bollette ovviamente non c'erano. E così, bolletta dopo bolletta, sollecito dopo sollecito, le lettere della società erogatrice della fornitura sono aumentate. Fino a che, in pieno inverno, le hanno staccato il gas. Allora la donna ha dovuto scegliere: non far mangiare i bambini e fargli sentire freddo, oppure violare i sigilli? La risposta non si è fatto attendere. A testimoniare la buona fede della donna, il fatto che in questi ultimi mesi ha rateizzato e pagato le bollette dovute. Quindi, l'assoluzione.