Lazio, ex cinema trasformati in supermercati: la destra ci riprova con una nuova legge

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Nel Lazio una nuova proposta di legge riapre lo scontro sul futuro dei cinema dismessi: secondo il centrosinistra, la giunta Rocca vuole favorire i privati per trasformarli in centri commerciali.

Nel Lazio torna lo scontro sul futuro dei cinema chiusi. La proposta di legge 294, approdata in Commissione Urbanistica, apre alla riconversione delle sale dismesse, consentendo anche nuove destinazioni d'uso, comprese quelle commerciali e residenziali. Per le opposizioni il rischio del provvedimento, prima firmataria Laura Corrotti, di Fratelli d'Italia, è che le vecchie sale diventino supermercati e centri commerciali, sacrificando in questo modo gli spazi culturali e destinati al sociale.

Ex cinema, cosa prevede la proposta di legge

Per gli immobili chiusi o dismessi da almeno dieci anni, la riconversione è consentita senza aumenti di superficie o volumetria. Se invece almeno il 30 per cento della superficie lorda viene mantenuto o destinato a cinema, teatri o centri culturali polifunzionali, sono previsti incrementi fino al 40 per cento per la ristrutturazione edilizia e fino al 50 per cento per la demolizione e ricostruzione. Insomma, viene riconosciuto un premio, in termini di cubature, a chi decide di mantenere una funzione culturale all'interno dell'edificio.

Nel testo della proposta di legge c'è scritto:

"Per gli immobili di cui al comma 1, chiusi o dismessi alla data del 30 giugno 2026 da almeno dieci anni consecutivi, sono consentiti, in modalità diretta, interventi di ristrutturazione edilizia o di demolizione e ricostruzione, senza incremento della superficie lorda e della volumetria esistente, per l'introduzione di cambi di destinazione d'uso finalizzati alla completa riconversione funzionale."

Pd: "Rischio speculazione immobiliare"

Secondo il Partito democratico, una legge di questo tipo "apre la strada a una potenziale speculazione immobiliare a Roma e nel Lazio". Per Massimiliano Valeriani, consigliere regionale Pd e presidente della Commissione Trasparenza, e Mario Ciarla, capogruppo regionale del Pd, "è condivisibile l'obiettivo di recuperare il prezioso patrimonio culturale rappresentato da decine di ex cinema, ma non è possibile farlo cancellando la loro funzione originale per autorizzare una trasformazione commerciale e residenziale".

Marotta: "La destra ha trovato la sua soluzione alla crisi dei cinema: farli sparire"

Anche Claudio Marotta, capogruppo di Sinistra Civica Ecologista al Consiglio regionale del Lazio, è contrario alla proposta. Secondo il consigliere, la destra "ha trovato la sua soluzione alla crisi dei cinema: farli sparire".

Il testo della proposta di Corrotti, sottolinea, "consente il cambio di destinazione d'uso integrale degli immobili chiusi da almeno dieci anni, attraverso interventi diretti e in deroga ai piani regolatori comunali. La funzione culturale può scomparire del tutto, senza neanche un accordo di programma. Si restringe la capacità dei Comuni di governare le trasformazioni e tutelare l'interesse pubblico. Il messaggio ai proprietari è limpido: riaprire una sala costa, meglio aspettare una norma favorevole che può rendere molto di più. Si premia chi tiene gli immobili vuoti in attesa della riconversione e conseguente rivalutazione speculativa, penalizzando invece chi prova a tenere vivo il cinema".

A rendere ancora più acceso lo scontro è la presenza di un'altra proposta di legge sul tema, depositata dal presidente della Commissione Cultura, Luciano Crea, esponente del centrodestra. Secondo Marotta, i due testi presenterebbero strumenti e finalità differenti e sarebbero addirittura in contrasto tra loro. Una sovrapposizione che, secondo il consigliere di Sinistra Civica Ecologista, evidenzia la mancanza di coesione all'interno della maggioranza.

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