Un centro medico privato in cui venivano eseguiti tamponi rapidi per la ricerca del nuovo coronavirus è stato chiuso. I carabinieri del Nas di Latina hanno ispezionato questo laboratorio del capoluogo pontino e hanno scoperto che i titolari, due persone, entrambe indagate, avevano prodotto autocertificazioni false. In pratica alla Regione Lazio dichiaravano di eseguire i test rapidi antigenici al prezzo stabilito di 22 euro, mentre agli utenti proponevano una tariffa molto superiore a quella prevista.

Proprio per evitare situazioni come questa l'Unità di crisi anti-Covid 19 della Regione Lazio aveva inviato a tutti i comandi dei Nas del Lazio l'elenco delle strutture autorizzate ad eseguire test antigenici e anche gli accordi sottoscritti con le associazioni di categoria Aiop, Anisap, Unindustria e Federlazio. Questo con l'obiettivo di sorvegliare "su eventuali fenomeni distorsivi". In effetti diversi cittadini hanno denunciato il raddoppio, in alcuni casi, della tariffa concordata di 22 euro per eseguire il tampone, a cui viene aggiunto un sovrapprezzo immotivato.

Sanzionato un pediatra di Latina: visitava senza dispositivi di protezione

Sempre a Latina i carabinieri del Nas hanno ispezionato un ambulatorio pediatrico e hanno riscontrato come il medico visitasse in assenza delle misure di prevenzione (mascherine, guanti, gel igienizzanti, distanziamento) previste dal governo per limitare i contagi da coronavirus. Per questo motivo lo studio è stato chiuso provvisoriamente dai carabinieri per tre giorni, mentre il pediatra ispezionato è stato sanzionato con una multa da 600 euro.