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La storia di Maria Grazia abbandonata dai genitori: “Erano amanti, dopo si sono gettati nel Tevere”

Maria Grazia Calandrone a soli 8 mesi è stata abbandonata a villa Borghese dai suoi genitori. I due erano amanti clandestini e dopo aver lasciato la loro unica figlia si sono suicidati gettandosi nel fiume Tevere. Oggi è una donna adulta e ha ricostruito la sua storia in un libro.
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A cura di Simona Berterame
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Un amore impossibile e la scelta di non voler più andare avanti. Giuseppe e Lucia sono amanti clandestini nell'Italia degli anni '60 quando ancora non c'è il divorzio e l'abbandono del tetto coniugale è un reato. Lucia Galante è una contadina molisana ed è stata costretta a sposare un uomo violento e autoritario per volere dei suoi genitori. Dopo anni di inferno incontra Giuseppe Di Pietro, un imprenditore milanese  a sua volta sposato e padre di cinque figli. I due si innamorano e decidono di fuggire insieme.

Lucia viene denunciata dal marito e la coppia si ritrova a vivere nella clandestinità. Si trasferiscono a Milano sperando di trovare fortuna in una grande città. Il 15 ottobre del 1964 nasce la loro figlia, Maria Grazia. Ma Giuseppe non riesce a trovare lavoro, i due si sentono braccati e sentono di non farcela più. Progettano il loro suicidio e l'abbandono della figlia. Giuseppe e Lucia arrivano a Roma con la corriera e lasciano Maria Grazia a Villa Borghese. La piccola ha 8 mesi, viene ritrovata da un passante avvolta in una coperta, senza nome e neanche un biglietto. La coppia aspetta per accertarsi che qualcuno prenda la loro bambina e poi completano l'ultimo tassello del loro piano: uccidersi nelle acque del Tevere.

Lucia Greco
Lucia Greco

Il giorno dopo il ritrovamento di Maria Grazia, alla sede de L'Unità arriva una lettera con all'interno il suo certificato di nascita. “La bambina trovata a Villa Borghese si chiama Greco Maria Grazia, Nata a Milano il giorno 15 ottobre 1965 [sic!]. L’ho abbandonata in Roma Perché il mio amico non aveva possibilità finanziarie da sostenerla e mio marito cioè suo padre diceva che non era sua. Trovandomi in condizioni disperate, Non ho scelto altro che la strada di lasciare mia figlia alla compassione di tutti, ed io con il mio amico pagheremo ciò che abbiamo fatto, o, indovinato, o, sbagliato. Galante Lucia in Greco”.

In quel momento tutto si ricollega, il ritrovamento della bambina, le valige abbandonate a piazza della Repubblica e il successivo ritrovamento di due corpi nel fiume Tevere. Intorno a Maria Grazia scatta subito una incredibile gara di solidarietà. La piccola verrà adottata dai coniugi Calandrone, assidui lettori de L'Unità. Oggi Maria Grazia è una scrittrice, una donna affermata e una mamma. Nel suo ultimo libro, dal titolo "Dove non mi hai portata" (Enaudi editore), racconta la sua storia, partendo dal caso di cronaca uscito sui giornali fino a condurre una vera e propria indagine investigativa per ricostruire le sue origini.

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