La sindaca Raggi chiede a governo di aprire ristoranti fino alle 22 in zona gialla e zona arancione

Ristoranti aperti anche a cena e non solo in zona bianca o gialla, ma anche in zona arancione. Questa la richiesta della sindaca di Roma, Virginia Raggi, che avrebbe inviato una lettera, riporta l'agenzia Agi, al ministro del Turismo, Massimo Garavaglia. La prima cittadina ha rivolto un appello al governo chiedendo di consentire ai ristoranti di restare aperti fino alle 22, orario di inizio del coprifuoco. Per Raggi è importante permettere ai locali di accogliere i clienti anche in orario di cena, concordando nuovi e più rigidi protocolli di sicurezza. Secondo la sindaca questa misura aiuterebbe una categoria molto colpita dall'emergenza Covid e in secondo luogo le aperture serali potrebbero servire anche a ridurre la movida o le feste illegali negli appartamenti. Raggi ha segnalato infine la necessità "di una ripartenza graduale, in sicurezza, ma allo stesso tempo stabile che permetta alla categoria di tornare dignitosamente al proprio lavoro".
Le regole per i ristoranti in zona gialla e in zona arancione
Attualmente, ricordiamo, i ristoranti possono effettuare il servizio al tavolo soltanto in zona gialla (e bianca, ovviamente) e soltanto all'ora di pranzo. In zona arancione è consentito soltanto il servizio da asporto e il servizio a domicilio.
Non è la prima volta che la sindaca di Roma chiede al governo di poter riaprire i ristoranti. Lo aveva già fatto circa un mese fa e ai microfoni di Fanpage.it aveva spiegato l'assessore al Commercio, Andrea Coia: "Noi proponiamo di farlo con un protocollo di intesa con le associazioni di categoria perché riteniamo che ci siano buoni ristoratori e buoni esercizi di somministrazione che ci possono aiutare a fruire una cena, una pizza, un aperitivo, in un modo sano e rispettoso delle distanze. I ristoratori corretti lo fanno già. Per questo motivo, come possono stare delle persone a pranzo distanziate, possono farlo anche a cena se vengono rispettate tutte le regole. Se i ristoratori non le facessero rispettare, tuttavia, dovranno essere sanzionati duramente. Bisogna premiare chi si comporta bene e chi si comporta male". Per Coia i controlli nei ristoranti sarebbero più facili da mettere in atto rispetto a quelli nelle piazze: "Noi riteniamo che le violazioni nei ristoranti siano residuali laddove ci sia una vigilanza da parte degli operatori. Dentro un locale o seduti al tavolo sicuramente si sta più distanziati rispetto alle piazze dove magari si sta senza mascherina, ci si abbraccia e c'è uno scarso rispetto della distanza di sicurezza. In piazza non c'è nessun controllo e noi, invece, confidiamo nel controllo degli esercenti per far rispettare le regole".