Il camion contro il quale ha urtato la macchina di Jacopo Silvestri, morto a venticinque anni in un incidente stradale sull'autostrada A1, non era a norma. Ne è convinto il padre, che tramite l'avvocato Antonio Franzè ha presentato un'istanza in Procura, per chiedere una perizia erogonometrica/cinematica e l'acquisizione delle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza sul tratto di strada interessato dal sinistro. A contribuire all'esito fatale dell'incidente sarebbero state le irregolarità del camion che precedeva l'auto di Jacopo, fermo in galleria. La famiglia del ragazzo è infatti convinta che, se il mezzo pesante avesse avuto la barra paratia di protezione omologata, il ragazzo avrebbe avuto maggiori probabilità di salvarsi, evitando che la Peugeot 206 finisse sotto al semirimorchio. A distanza di alcuni mesi dall'incidente in cui il ragazzo ha perso tragicamente la vita sul colpo, e a seguito del quale non risultano ad oggi indagati, la famiglia lancia un appello attraverso Fanpage.it affinché venga fatta chiarezza sulle cause che hanno portato al decesso del venticinquenne. "Chiediamo che alle persone coinvolte nella morte di nostro figlio vengano riconosciute le proprie responsabilità, affinché un fatto tragico come questo non riaccada – ha spiegato il padre Luigi – come ad esempio, chi ha passato la revisione del camion e chi doveva adoperarsi per la corretta messa in sicurezza dell'autostrada".

Jacopo morto a 25 anni sotto a un camion

I drammatici fatti che hanno portato alla scomparsa improvvisa di Jacopo risalgono al 10 aprile 2019 e sono avvenuti nel Comune di Castiglione dei Pepoli. Il ragazzo, originario di Genzano e residente a Bolzano, al momento dell'accaduto, poco prima delle 8.30 del mattino, era diretto dal padre ai Castelli Romani, quando nella galleria al chilometro 22 sulla Direttissima tra Bologna e Firenze la sua auto è finita contro un camion, rimanendo incastrata nella parte posteriore, tra le lamiere del mezzo pesante, finendoci letteralmente sotto. Purtroppo inutile ogni tentativo di rianimarlo da parte dei sanitari, per il venticinquenne non c'è stato nulla da fare se non constatarne il decesso, sopraggiunto a causa delle gravi ferite e traumi riportati. A rimanere invece illeso il suo cane di razza labrador di nome Marley, che viaggiava a bordo dell'auto al quale il giovane era molto affezionato e che portava sempre con sé. Presenti per i rilievi scientifici gli agenti della polizia stradale della sottosezione di Pian del Voglio.